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Il Napoli arriva a San Siro nel momento in cui avrebbe avuto bisogno soprattutto di certezze. Domani contro l’Inter comincia infatti una sequenza che considero già molto importante per capire la dimensione della squadra di Massimiliano Allegri. Dopo la sconfitta contro il Como, gli azzurri devono reagire immediatamente, ma dovranno farlo senza alcuni elementi fondamentali. La trasferta contro l’Inter rischia così di trasformarsi nel primo vero esame della stagione del Napoli.
L’assenza che pesa maggiormente è quella di Scott McTominay. Lo scozzese dovrà sottoporsi a un intervento di ablazione per correggere una lieve aritmia benigna e tornerà soltanto dopo la sosta. Il giocatore ha rassicurato tutti sulle proprie condizioni e questo naturalmente è l’aspetto più importante. Dal punto di vista calcistico, però, togliere McTominay dal centrocampo significa togliere al Napoli forza, inserimenti, presenza fisica e capacità di attaccare l’area avversaria.
Non considero McTominay un centrocampista facilmente sostituibile attraverso un semplice cambio di uomo. Allegri deve sostituirne soprattutto le funzioni. Lo scozzese permette alla squadra di alzare il baricentro, accompagna l’azione e diventa quasi un attaccante aggiunto quando il Napoli arriva negli ultimi trenta metri. Senza di lui potrebbe cambiare anche il modo in cui vengono distribuiti gli inserimenti alle spalle di Hojlund.
Le alternative principali portano a Kevin De Bruyne e Antonio Vergara. Sono però due soluzioni differenti. De Bruyne aumenterebbe enormemente la qualità nella costruzione e nell’ultimo passaggio, mentre Vergara potrebbe offrire maggiore dinamismo. La domanda non è semplicemente “chi gioca al posto di McTominay?”, ma “quale Napoli vuole costruire Allegri senza McTominay?”. Ed è proprio questo che rende interessante tatticamente la sfida di Milano.
L’emergenza non riguarda soltanto il centrocampo. Giovane è stato sottoposto a un intervento per correggere un’ernia inguinale e dovrebbe rientrare dopo la sosta. L’attaccante brasiliano salterà quindi questo periodo delicatissimo. Contro l’Inter non saranno disponibili nemmeno Buongiorno e Marianucci, mentre Badiashile sta ancora cercando la migliore condizione. Allegri si ritrova così con margini di scelta decisamente inferiori rispetto a quelli immaginati.
La situazione diventa ancora più delicata osservando il calendario. Sabato c’è l’Inter a San Siro, mercoledì arriverà l’Arsenal al Maradona per l’esordio in Champions League. Poi Bologna e Fiorentina. Quattro partite che possono cambiare completamente la percezione dell’inizio di stagione del Napoli. È per questo che considero l’emergenza attuale molto più importante di quanto potrebbe sembrare guardando soltanto il numero degli indisponibili.
Contro l’Inter mi aspetto un Napoli più prudente. Allegri potrebbe mantenere il 4-3-3, ma sta lavorando anche su alternative come 3-4-2-1 e 4-2-3-1. Personalmente eviterei di interpretare questa eventuale scelta come un atteggiamento esclusivamente difensivo. Il vero obiettivo sarebbe probabilmente aumentare la densità centrale e impedire all’Inter di trovare facilmente spazio tra centrocampo e difesa.
Sulla fascia sinistra potrebbero esserci altre modifiche. Spinazzola e Alisson Santos sono candidati a prendere il posto di Olivera e Noa Lang. Politano dovrebbe invece garantire equilibrio dall’altra parte. Sono scelte che raccontano abbastanza chiaramente ciò che potrebbe cercare Allegri: meno spettacolo, più compattezza e soprattutto una squadra capace di restare dentro la partita anche nei momenti di maggiore pressione dell’Inter.
La sconfitta contro il Como ha infatti evidenziato alcune fragilità che a San Siro diventerebbero molto pericolose. Il Napoli deve ritrovare distanze corte tra i reparti e maggiore attenzione quando perde il pallone. Di Lorenzo ha utilizzato una parola che considero perfetta: solidità. Contro un avversario tecnicamente superiore in diversi duelli individuali, concedere transizioni pulite significherebbe esporsi a una partita difficilissima.
C’è poi un elemento psicologico. Il Napoli arriva a Milano dopo aver già perso terreno in campionato. Una nuova sconfitta porterebbe l’Inter a sei punti di vantaggio dopo appena tre giornate. Sarebbe naturalmente assurdo parlare di stagione compromessa a settembre, ma nel calcio moderno anche la pressione generata dalla classifica può modificare velocemente l’ambiente intorno a una squadra.
Per questo penso che Allegri possa accettare una partita meno brillante del solito. Non mi stupirebbe vedere il Napoli abbassarsi in alcuni momenti, lasciare il possesso all’Inter e cercare di sfruttare Politano e Alisson Santos nelle ripartenze. Hojlund diventerebbe fondamentale nel lavoro spalle alla porta, soprattutto per permettere alla squadra di respirare quando recupera il pallone nella propria metà campo.
L’assenza di McTominay potrebbe però aprire una possibilità affascinante: consegnare maggiore responsabilità a De Bruyne. Se sarà lui il prescelto, il Napoli perderà qualcosa nell’aggressività ma guadagnerà un giocatore capace di cambiare la partita con una singola verticalizzazione. De Bruyne non deve diventare il nuovo McTominay. Deve costringere il Napoli a trovare un modo diverso di giocare.
Questo è il punto che considero più interessante. Le emergenze spesso obbligano un allenatore a modificare soluzioni che probabilmente non avrebbe sperimentato così presto. Allegri dispone ancora di esperienza e qualità sufficienti per costruire una squadra competitiva, ma dovrà trovare rapidamente nuovi equilibri. Inter e Arsenal rappresentano due test completamente differenti e arrivano a distanza di appena quattro giorni.
A San Siro guarderò soprattutto i primi venti minuti. Se il Napoli riuscirà a evitare di abbassarsi troppo e manterrà compatte le distanze, potrà costruire una partita tatticamente sporca e difficile per l’Inter. Se invece i nerazzurri riusciranno immediatamente a schiacciare gli azzurri, l’assenza della forza fisica e degli inserimenti di McTominay potrebbe diventare ancora più evidente.
Per me questa non è semplicemente un’emergenza infortuni. È il primo vero test sulla capacità di Allegri di modificare il Napoli senza perdere la sua identità. Le grandi squadre vengono inevitabilmente colpite dalle assenze durante una stagione. La differenza la fa la capacità di assorbirle senza trasformarle in alibi.
Il Napoli arriva quindi a Milano ferito, incompleto e sotto pressione, ma proprio per questo la partita assume un significato ancora maggiore. San Siro ci dirà se questa squadra dipende dai suoi uomini migliori oppure se possiede già una struttura abbastanza forte da sopravvivere alle assenze. Prima dell’Arsenal e di un settembre complicatissimo, Allegri ha bisogno soprattutto di una risposta. Non necessariamente spettacolare, ma convincente.
Autore: Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Il suo lavoro è concentrato sull’analisi tattica e statistica, sullo studio dei modelli di gioco e sull’interpretazione delle dinamiche collettive, con particolare attenzione a pressing, transizioni, occupazione degli spazi e rendimento individuale.
Fonti
- la Repubblica Napoli, “Primo bivio per il Napoli: Inter e Arsenal in 5 giorni, azzurri già in emergenza”
- Sky Sport, “Napoli, McTominay out fino alla sosta”
- ANSA, “Nuovo stop nel Napoli, Giovane operato per un’ernia inguinale”
- Corriere della Sera, “Allegri pensa all’Inter”
- Tuttosport, “Allegri costretto a cambiare modulo”
