La Juventus ha un problema tra i pali e, a poche settimane dall’inizio della nuova stagione, quella che sembrava una questione di mercato da risolvere senza particolare fretta si sta trasformando in una vera priorità. Michele Di Gregorio è nuovamente finito sotto osservazione dopo la sconfitta per 2-1 contro l’Inter nell’amichevole disputata a Perth. Una prestazione caratterizzata da alcune incertezze che ha riacceso un dibattito già presente all’interno dell’ambiente bianconero: la Juventus può affrontare una stagione ad altissimo livello senza intervenire sul portiere?
Il problema, infatti, non nasce esclusivamente dalla partita contro l’Inter. La dirigenza juventina stava già valutando da tempo la possibilità di aggiungere alla rosa un nuovo numero uno. Luciano Spalletti vuole una squadra capace di costruire con sicurezza anche dal basso e, soprattutto, un portiere affidabile nei momenti decisivi. Gli errori di Perth hanno semplicemente accelerato una riflessione già avviata.
Il primo grande candidato è Guglielmo Vicario. Il portiere italiano ha accumulato esperienza internazionale con il Tottenham e conosce perfettamente le pressioni del calcio di alto livello. A 29 anni rappresenterebbe probabilmente la soluzione più immediata: esperienza, personalità, capacità tra i pali e conoscenza del calcio italiano. La Juventus segue la situazione con particolare attenzione e l’eventuale apertura del Tottenham a una formula sostenibile potrebbe trasformare Vicario nel candidato principale.
La seconda strada conduce a Zion Suzuki, uno dei profili più interessanti del mercato dei portieri. Il giapponese ha mostrato in Italia qualità atletiche importanti, grande esplosività e notevoli margini di crescita. Rispetto a Vicario sarebbe una scelta maggiormente orientata al futuro. Proprio per questo, però, la concorrenza rappresenta un ostacolo importante. La situazione intorno a Suzuki è complessa e la Juventus dovrà capire rapidamente se esistono le condizioni economiche e tecniche per portarlo a Torino.
Nelle ultime ore ha acquistato forza anche il nome di Anatoliy Trubin. Il gigantesco portiere ucraino del Benfica rappresenta una soluzione estremamente interessante per caratteristiche fisiche e potenziale. Classe 2001 e alto quasi due metri, Trubin garantirebbe presenza nell’area di rigore e offrirebbe alla Juventus un portiere ancora giovane ma già abituato a competizioni europee e partite di grande pressione. Il suo nome potrebbe diventare qualcosa di più di una semplice alternativa qualora le trattative per Vicario e Suzuki dovessero complicarsi.
Il vero nodo riguarda però anche Di Gregorio. Acquistare un nuovo titolare significherebbe inevitabilmente ridefinire le gerarchie. La Juventus dovrebbe quindi valutare eventuali offerte per l’ex Monza oppure accettare una convivenza che potrebbe diventare delicata. E proprio le recenti prestazioni rischiano di complicare un’eventuale cessione, perché il club difficilmente vorrebbe svalutare un investimento importante.
Dal punto di vista tecnico, la scelta più conservativa sarebbe Vicario. È nel pieno della maturità, conosce la Serie A e potrebbe assumere immediatamente il ruolo di titolare. Suzuki rappresenta invece la soluzione con maggiore prospettiva, un investimento potenzialmente valido per molti anni. Trubin si colloca quasi nel mezzo: giovane, fisicamente dominante e già dotato di una discreta esperienza internazionale.
La sensazione è che la Juventus non stia più semplicemente cercando un portiere da affiancare a Di Gregorio. Sta valutando un nuovo numero uno titolare. E dopo quanto accaduto contro l’Inter, il tempo delle riflessioni sembra ormai vicino alla conclusione: Vicario, Suzuki e Trubin sono tre strade differenti, ma conducono tutte allo stesso obiettivo, dare a Spalletti un portiere sul quale costruire la nuova Juventus.
