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Leggo l’esonero di Eugen Polanski come il primo verdetto pesante sulla stagione del Borussia Mönchengladbach. Il club interrompe il rapporto con l’allenatore il 13 settembre, dopo tre sconfitte consecutive in Bundesliga e il clamoroso 5-0 subito a Friburgo. Comprendo l’urgenza di intervenire davanti a un avvio così negativo, ma considero necessario allargare lo sguardo. Cambiare tecnico significa assumere una decisione; risolvere la crisi richiede molto altro. Il Borussia deve ora dimostrare di avere individuato le cause, oltre al responsabile più esposto.
Il bilancio iniziale è impietoso: zero punti, tre reti segnate e dodici incassate. Prima del crollo contro il Friburgo erano arrivate le sconfitte per 3-0 con il Lipsia e per 4-3 contro l’Elversberg. Calcolo una media di quattro gol subiti a partita, sufficiente a descrivere un’emergenza. Evito però di trasformare questa sequenza in una diagnosi tattica automatica. I risultati indicano dove cercare il problema; per comprenderlo davvero, io partirei dalla ricostruzione delle occasioni concesse e dalle condizioni nelle quali sono maturate.
La prima distinzione che farei riguarda gli errori individuali e quelli prodotti dall’organizzazione. Una marcatura persa può dipendere da una lettura sbagliata, ma anche da una pressione inefficace che permette all’avversario di scegliere indisturbato. Per questo analizzerei la distanza fra centrocampo e difesa, la protezione centrale e le coperture quando sale un terzino. Una retroguardia fragile può essere il punto finale di un problema iniziato molto prima. Attribuire dodici gol soltanto ai difensori rischierebbe di nascondere responsabilità distribuite in tutta la squadra.
Il 4-3 contro l’Elversberg mi offre un’indicazione differente rispetto alle due sconfitte senza segnare. In quella partita il Borussia ha trovato tre reti, senza riuscire a ricavarne nemmeno un punto. Non deduco dal punteggio che abbia attaccato bene per novanta minuti; osservo però che la produzione realizzativa non è bastata a compensare quanto concesso. Nel lavoro di revisione cercherei soprattutto i momenti successivi ai gol, le reazioni alle difficoltà e la capacità di mantenere equilibrio mentre il risultato cambia continuamente.
Sul piano societario, mi colpisce la distanza fra le aspettative della preparazione e il rendimento nelle gare ufficiali. Il responsabile sportivo Rouven Schröder ha richiamato proprio questa frattura nel motivare il cambiamento. Io considero il precampionato uno strumento di lavoro, con indicazioni da verificare quando aumentano pressione e intensità. Un’estate incoraggiante può costruire fiducia, ma non certifica la tenuta di una squadra. Se bastano poche giornate per ribaltare ogni valutazione, diventa legittimo interrogarsi anche sui criteri usati per formulare quelle aspettative.
Polanski paga naturalmente le responsabilità del proprio incarico. Un allenatore deve organizzare, correggere e rendere riconoscibili le risposte collettive, soprattutto quando la squadra attraversa una fase negativa. Tuttavia, io rifiuto la scorciatoia che identifica nell’esonero una dimostrazione definitiva delle sue colpe. La decisione del club non assolve automaticamente chi ha costruito e valutato la rosa. Vorrei capire quali strumenti fossero disponibili, quali limiti fossero già conosciuti e quali correttivi siano stati tentati prima di arrivare alla separazione annunciata dopo il tracollo.
La guida temporanea passa a Jan-Moritz Lichte. Nella mia lettura, il suo primo compito dovrebbe essere ridurre l’incertezza: poche priorità, consegne comprensibili e ruoli che aiutino i giocatori a riconoscere le situazioni. Non chiederei subito una rivoluzione completa. Lavorerei sulla protezione dell’area, sulla gestione delle seconde palle e sulle distanze quando il possesso viene perso. Una squadra ferita può beneficiare di riferimenti semplici, purché coerenti. La prudenza diventa utile quando permette di recuperare controllo e fiducia attraverso comportamenti ripetibili in partita.
Allo stesso tempo, eviterei di trasformare la ricerca di solidità in una rinuncia offensiva. Difendere più vicino alla propria porta non garantisce automaticamente maggiore sicurezza, soprattutto se ogni pallone recuperato viene restituito rapidamente. Io cercherei almeno una soluzione affidabile per risalire il campo e consentire al blocco di respirare. L’equilibrio nasce anche dalla qualità delle uscite, non soltanto dal numero di uomini dietro la palla. Proteggersi significa diminuire l’esposizione al pericolo, conservando la possibilità di costringere gli avversari a correre all’indietro.
Sul piano emotivo, considero comprensibili amarezza e impazienza dei tifosi. Un avvio così pesante mette in discussione le aspettative e rende ogni episodio più difficile da assorbire. Non attribuirei però ai giocatori mancanza di impegno senza elementi concreti. Preferisco distinguere la volontà dall’efficacia: si può correre molto e coprire male, cercare una soluzione e scegliere quella sbagliata. Per ricostruire fiducia chiederei segnali visibili, come maggiore coordinazione nelle pressioni e meno avversari liberi nelle zone decisive, prima ancora di promesse sulla classifica.
Il giudizio che sospendo riguarda quindi la qualità della ripartenza. L’esonero può interrompere una dinamica negativa, ma il suo valore dipenderà dalle decisioni successive. Valuterei il Borussia attraverso occasioni concesse, continuità delle prestazioni e capacità di reagire senza perdere organizzazione. Tre giornate lasciano tempo per correggere la stagione, mentre dodici gol impongono di farlo rapidamente. Polanski lascia la panchina; il Gladbach conserva tutte le domande sul proprio futuro. La risposta più credibile sarà una squadra capace di riconoscersi nuovamente sul campo.
Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienze con contratti presso varie società europee. Si occupa di analisi tattica, studio degli avversari e valutazione delle prestazioni. Nei suoi articoli per Analisi Calcio Pro propone una lettura del calcio che unisce osservazione, dati e attenzione alle scelte degli allenatori, spiegando il rapporto tra squadra e giocatore.
Fonti
- Reuters — Esonero, risultati e nomina del tecnico ad interim
- Bavarian Football Works — Le motivazioni di Schröder e la reazione di Polanski
- Die Welt — Confermata ufficialmente la separazione dal tecnico
