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Io credo che la vittoria del Portogallo per 2-1 in Norvegia abbia lasciato dietro di sé una storia molto più pesante dei tre punti conquistati. Cristiano Ronaldo è rimasto seduto in panchina per tutti i 90 minuti, una situazione che in una partita ufficiale della Nazionale portoghese non si verificava da Euro 2008. Diciotto anni dopo, il capitano è tornato a essere spettatore. E quando il protagonista si chiama Cristiano Ronaldo, una scelta del genere non può passare inosservata.
La cosa che mi colpisce maggiormente è che non si è trattato di una gestione dovuta alle condizioni fisiche. Jorge Jesus ha spiegato chiaramente che Ronaldo era disponibile e che inizialmente pensava di utilizzarlo per circa mezz’ora. Poi, secondo il CT, la partita avrebbe suggerito soluzioni differenti. Tradotto: Ronaldo poteva giocare, ma l’allenatore ha deciso semplicemente di non averne bisogno. Per un calciatore abituato a essere il centro della propria Nazionale, il messaggio è fortissimo.
Poi arriva il momento che rende tutto ancora più interessante. Al fischio finale i compagni sono andati verso i tifosi portoghesi presenti a Oslo per ringraziarli. Ronaldo, invece, ha imboccato direttamente il tunnel verso gli spogliatoi. Nessuna festa collettiva sul terreno di gioco. Nessun saluto insieme alla squadra. Non posso sapere cosa pensasse in quel momento, ma l’immagine è stata più rumorosa di molte dichiarazioni: Ronaldo da una parte, il resto del Portogallo dall’altra.
E la risposta di Jorge Jesus non ha spento il caso. Anzi. Interrogato sul comportamento del capitano, il CT ha spiegato di non essersene accorto nell’immediato e ha aggiunto che avrebbe parlato con Ronaldo. Per me è qui che nasce la vera tensione. Quando un allenatore sente la necessità di annunciare pubblicamente un confronto con il proprio capitano, significa che almeno qualcosa deve essere chiarito. Non necessariamente una guerra, ma certamente un equilibrio nuovo all’interno dello spogliatoio.
C’è poi un altro elemento che non trascurerei. Al debutto di Jorge Jesus sulla panchina portoghese era stato chiarito che le scelte sarebbero dipese dal rendimento e non dallo status dei singoli. Ronaldo resta una leggenda assoluta, ma oggi ha 41 anni e il nuovo CT sembra voler ribadire un principio molto semplice: nessuno deve avere il posto garantito solamente per ciò che ha rappresentato in passato. È una linea tecnicamente comprensibile, ma applicarla proprio a CR7 significa inevitabilmente entrare in un territorio delicatissimo.
La situazione adesso mi incuriosisce enormemente. Ronaldo ha successivamente celebrato sui social la vittoria del Portogallo con un semplice “VAMOS!”, quindi sarebbe sbagliato parlare di rottura già consumata. Ma i fatti restano: 90 minuti in panchina, nessun ingresso nonostante fosse disponibile, uscita immediata dal campo e un colloquio annunciato dal CT. Il Portogallo ha vinto la partita, ma Jorge Jesus potrebbe aver appena aperto la partita più difficile della sua gestione: quella con Cristiano Ronaldo.
Autore: Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da 5 anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Il suo lavoro si concentra sull’analisi tattica, statistica e prestazionale delle partite, con particolare attenzione alle dinamiche interne delle squadre, alla gestione tecnica dei calciatori e all’evoluzione del calcio internazionale.
Fonti
- A Bola – Jorge Jesus: “Ronaldo era nelle condizioni di giocare”
- A Bola – Jesus reagisce all’uscita di Ronaldo: “Parlerò con lui”
- Record – Jorge Jesus spiega perché Ronaldo non è entrato
- Reuters – Ronaldo nella prima rosa del Portogallo di Jorge Jesus
- La Repubblica – Ronaldo, 90 minuti in panchina con il Portogallo
