SerieA_Allenatori_Esoneri_Bologna_Fiorentina_Tedesco_Grosso_Palladino_CalcioItaliano_PolemicaSerieA_Allenatori_Esoneri_Bologna_Fiorentina_Tedesco_Grosso_Palladino_CalcioItaliano_Polemica

Io faccio sempre più fatica a capire cosa significhi oggi la parola “progetto” nel calcio italiano. Siamo al 18 settembre e la Serie A ha già visto saltare due panchine. Fabio Grosso è stato esonerato dalla Fiorentina dopo appena tre giornate di campionato, mentre Domenico Tedesco ha lasciato il Bologna dopo quattro partite di Serie A, con un punto raccolto. Settembre non è ancora finito e abbiamo già cominciato il grande gioco nazionale della caccia all’allenatore.

Io posso capire tutto. Posso capire una società preoccupata, una squadra che non risponde, uno spogliatoio complicato e risultati molto inferiori alle aspettative. Ma allora smettiamo di parlare di programmazione. Il Bologna aveva scelto Tedesco in estate e dopo quattro giornate ha deciso che il percorso era già arrivato al capolinea. Un pareggio, tre sconfitte, due gol segnati e via. Al suo posto è arrivato Raffaele Palladino, con un contratto addirittura fino al 2029.

Ed è proprio qui che, secondo me, il calcio italiano entra nel teatro dell’assurdo. Firmiamo contratti triennali per costruire progetti che giudichiamo dopo tre settimane. Palladino si è presentato parlando di percorso lungo e progetto, parole perfettamente comprensibili. Ma quanto durerà questo “lungo” se dovesse perdere quattro delle prossime cinque partite? Tre mesi? Sei settimane? Nel nostro calcio ormai la pazienza sembra essere diventata un lusso che nessuna classifica permette più.

A Firenze la situazione è stata persino più rapida. Grosso è stato sollevato dall’incarico dopo la terza giornata di campionato e quattro gare ufficiali complessive. Zero punti in Serie A e ultimo posto hanno evidentemente convinto la Fiorentina a intervenire subito. Posso comprendere la paura di compromettere una stagione, soprattutto quando una partenza diventa disastrosa. Ma se tre giornate sono sufficienti per sconfessare una scelta estiva, forse la domanda dovrebbe riguardare anche chi quella scelta l’ha fatta.

Troppo spesso l’allenatore diventa il fusibile perfetto. È semplice da cambiare, mediaticamente funziona e permette alla società di mandare un segnale immediato. Non puoi sostituire quindici calciatori a settembre, non puoi rifare il mercato e difficilmente un dirigente licenzia se stesso. Quindi salta la panchina. Il problema è che così facendo rischiamo di creare squadre costruite sull’emergenza permanente, dove ogni partita diventa un referendum sul tecnico.

La cosa più incredibile è il confronto con appena un anno fa. Nella Serie A 2025/26 il primo esonero arrivò molto più avanti nella stagione. Quest’anno il primo cambio è arrivato praticamente a campionato appena iniziato. Non siamo diventati improvvisamente più esigenti: siamo diventati terribilmente più impazienti. E l’impazienza, nel calcio, spesso produce decisioni che sembrano risolvere tutto per due settimane e poi presentano il conto qualche mese dopo.

Io non sto dicendo che ogni allenatore debba essere protetto indipendentemente dai risultati. Sarebbe altrettanto assurdo. Dico però che un club dovrebbe sapere perché assume un tecnico, quale calcio vuole costruire e quanto tempo è disposto davvero a concedergli. Se bastano tre o quattro giornate per cancellare tutto, allora non chiamatelo progetto. Chiamatelo per quello che è: una scommessa con la panchina già accesa sotto i piedi.

Autore

Davide Ferri – Match analyst

Biografia

Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienze attraverso contratti e collaborazioni con diverse società calcistiche europee. Si occupa di analisi tattica, studio delle prestazioni, lettura dei dati e dinamiche di squadra, osservando con particolare attenzione l’evoluzione tecnica e gestionale del calcio moderno.

Fonti

  • Sky Sport, Serie A 2026/27: gli allenatori esonerati
  • Reuters, Bologna replace Tedesco after just four matches
  • Sky Sport, Palladino si presenta al Bologna
  • Gazzetta dello Sport, Fiorentina, esonerato Grosso

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