Il Monza batte 2-1 il Sassuolo grazie alla doppietta di Gustavo Varela. Gli emiliani dominano possesso e volume offensivo, ma sprecano troppo sotto porta. Analizziamo numeri, xG, tiri, occasioni e chiavi tattiche di una gara vinta dai brianzoli con concretezza e organizzazione.Il Monza batte 2-1 il Sassuolo grazie alla doppietta di Gustavo Varela. Gli emiliani dominano possesso e volume offensivo, ma sprecano troppo sotto porta. Analizziamo numeri, xG, tiri, occasioni e chiavi tattiche di una gara vinta dai brianzoli con concretezza e organizzazione.

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Il 2-1 con cui il Monza supera il Sassuolo è una di quelle partite che, da analista, mi ricordano quanto il possesso del pallone e il volume offensivo raccontino soltanto una parte della storia. Guardando i numeri, infatti, il Sassuolo ha prodotto più gioco, più conclusioni e più presenza nell’ultimo terzo di campo. Guardando invece il risultato, il Monza ha fatto esattamente ciò che serviva: ha resistito nei momenti difficili, ha colpito quando si è presentata l’occasione e ha costruito la propria vittoria sull’efficienza. Il calcio, ancora una volta, ha premiato chi ha saputo trasformare le occasioni decisive in gol.

Il primo tempo mi ha mostrato un Sassuolo capace di occupare meglio il campo e di arrivare con maggiore frequenza dalle parti dell’area biancorossa. Gli emiliani hanno chiuso la partita con il 65% di possesso e 20 conclusioni complessive contro le 15 del Monza. Già prima dell’intervallo avevano costruito tre grandi occasioni, senza però riuscire a concretizzarle. È proprio questo il dato che considero fondamentale: produrre tanto senza segnare può diventare pericoloso contro una squadra disposta ad aspettare. Il Monza ha accettato di non controllare il pallone, preferendo controllare gli spazi e affidandosi anche alle parate di Noel Törnqvist.

La partita cambia al 51’, quando il Monza sfrutta uno dei suoi sette calci d’angolo. Samuele Birindelli mette il pallone nell’area piccola e Gustavo Varela anticipa tutti con un colpo di testa che porta avanti i padroni di casa. È un gol che sintetizza perfettamente la gara: Sassuolo più presente territorialmente, Monza più concreto nelle zone decisive. Per me questo è uno degli aspetti più interessanti della prestazione brianzola. Non serve dominare ogni fase della partita quando si riesce a essere estremamente lucidi nei metri che contano davvero. Il Sassuolo continua infatti a tenere il pallone, ma il Monza comincia a trovare sempre più spazio nelle transizioni.

Al 63’ arriva il secondo colpo. Dany Mota conquista il calcio di rigore e Varela si presenta dal dischetto senza esitazioni, firmando il 2-0 e completando una doppietta pesantissima. La sua prestazione va oltre i gol: tre tiri, due nello specchio, tre passaggi chiave e una capacità continua di offrire una soluzione verticale ai compagni. Il dato che mi colpisce maggiormente riguarda gli expected goals on target: il Monza chiude a 2,15 contro l’1,55 del Sassuolo. In altre parole, quando i biancorossi sono riusciti realmente a centrare la porta, la qualità e la pericolosità delle conclusioni sono state superiori rispetto a quelle degli ospiti.

Il Sassuolo, però, non ha giocato una brutta partita. Anzi, dal punto di vista della costruzione considero la prova neroverde interessante. Gli uomini di Alberto Aquilani hanno completato 580 passaggi contro i 313 del Monza, entrando 58 volte nell’ultimo terzo rispetto alle 39 dei padroni di casa. Anche i tocchi nell’area avversaria premiano gli emiliani, 27 contro 19. Il problema è stato trasformare questa superiorità territoriale in reti. Cinque grandi occasioni create e nessuna trasformata su azione rappresentano un peso enorme nell’analisi della partita. Kieron Bowie ha colpito anche un legno, mentre Berardi e Thorstvedt non sono riusciti a concretizzare situazioni interessanti.

Il gol di Vasilije Adžić all’88’, arrivato con una splendida punizione, rende il finale molto più complicato per il Monza. A quel punto ho visto una squadra brianzola abbassarsi ulteriormente, chiudere le linee di passaggio e cercare di togliere ritmo agli ultimi assalti del Sassuolo. Törnqvist termina la partita con sette parate, un dato che racconta perfettamente quanto il portiere sia stato importante. Il Monza ha inoltre effettuato 25 respinte difensive e 26 contrasti, numeri da squadra costretta spesso a lavorare senza pallone ma capace di soffrire. È stata una vittoria costruita con concretezza, organizzazione difensiva e una gestione intelligente dei momenti della gara.

La mia lettura finale è quindi abbastanza chiara: il Sassuolo può uscire dalla partita con indicazioni positive sulla capacità di produrre gioco, ma deve interrogarsi seriamente sull’efficienza negli ultimi metri. Venti tiri, otto conclusioni nello specchio, cinque grandi occasioni e 1,58 expected goals avrebbero potuto produrre qualcosa in più. Il Monza, invece, trova una vittoria che può avere un peso importante soprattutto dal punto di vista mentale. Varela è stato il volto della serata, ma dietro la sua doppietta c’è stata una squadra capace di trasformare una partita statisticamente complicata in tre punti. A volte il dato più importante non è quanto produci, ma quanto riesci a sfruttare ciò che produci.

Statistiche Monza-Sassuolo

StatisticaMonzaSassuolo
Risultato21
Possesso palla35%65%
Tiri totali1520
Tiri in porta68
Expected Goals (xG)1,451,58
Expected Goals on Target2,151,55
Grandi occasioni25
Calci d’angolo75
Tocchi in area avversaria1927
Passaggi completati313580
Ingressi ultimo terzo3958
Respinte difensive2516
Parate portiere74
Ammonizioni41

Marcatori: Gustavo Varela 51’, 63’ rig. (Monza); Vasilije Adžić 88’ (Sassuolo).

Autore: Davide Ferri – Match analyst

Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienze professionali attraverso contratti e collaborazioni con diverse società calcistiche europee. Si occupa di analisi tattica, studio statistico delle partite, interpretazione dei dati avanzati e valutazione delle prestazioni individuali e collettive, con particolare attenzione a xG, costruzione offensiva e dinamiche di gioco.

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