Gatti salva la Juventus contro il Milan al 92', ma l'esultanza accende la discussione: restavano ancora circa due minuti per cercare il 2-1. Da match analyst analizzo la gestione del finale, la mentalità bianconera e le parole dei protagonisti dopo un pareggio che lascia più di una domanda.Gatti salva la Juventus contro il Milan al 92', ma l'esultanza accende la discussione: restavano ancora circa due minuti per cercare il 2-1. Da match analyst analizzo la gestione del finale, la mentalità bianconera e le parole dei protagonisti dopo un pareggio che lascia più di una domanda.

Juventus-Milan finisce 1-1, ma da match analyst il momento che continuo ad analizzare non è soltanto il colpo di testa di Federico Gatti al 92′. È quello che accade subito dopo. Il difensore pareggia, lo Stadium esplode e quasi tutta la Juventus corre a festeggiare. Una reazione comprensibile, ma sul cronometro rimanevano ancora circa due minuti di recupero. Ed è qui che nasce la mia domanda: una squadra che vuole tornare a ragionare da grande non avrebbe dovuto recuperare immediatamente il pallone, portarlo a centrocampo e provare a vincere?

Non voglio trasformare Gatti nel bersaglio della serata. Sarebbe paradossale, visto che proprio il suo ingresso ha evitato la sconfitta. Spalletti lo manda dentro nel finale per aggiungere centimetri e presenza nell’area milanista e la scelta funziona: Koopmeiners mette il pallone giusto e Gatti trova l’1-1. Ma la Juventus aveva creato più del Milan e Conceição aveva anche colpito un palo. Proprio per questo, dopo il pareggio, esistevano condizioni psicologiche interessanti per tentare un ultimo assalto. Il Milan aveva appena perso un vantaggio difeso per oltre venti minuti.

È una questione di mentalità più che di tattica. Non sappiamo se la Juventus avrebbe segnato il 2-1, naturalmente, ma sappiamo che ogni secondo rimasto rappresentava un’opportunità. Le grandi squadre devono riconoscere questi momenti. Festeggiare il pareggio è umano, accontentarsene è un’altra cosa. Se l’obiettivo dichiarato è competere per lo Scudetto, anche settembre conta: i punti conquistati oggi peseranno esattamente come quelli delle ultime giornate. Per questo avrei preferito vedere un giocatore prendere immediatamente il pallone dalla porta di Maignan e richiamare tutti a centrocampo. Sarebbe stato un messaggio.

Nel post-partita Gatti ha raccontato la rabbia con cui è entrato in campo, spiegando di essere pronto ad andare “contro tutto e tutti”. Spalletti ha invece insistito sulla necessità di andare a prendersi ciò che si merita, mentre Locatelli ha riconosciuto che la Juventus deve diventare più concreta e spietata. Parole che, secondo me, rafforzano proprio il punto della discussione. Il gol di Gatti merita applausi, la reazione della squadra dopo l’1-1 può invece essere analizzata criticamente. La mentalità vincente spesso non si vede nei grandi gesti: si nasconde nei secondi che nessuno considera importanti.

Autore: Davide Ferri – Match analyst

Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. La sua attività è focalizzata sull’analisi tattica e statistica, sullo studio delle prestazioni individuali e collettive e sull’interpretazione dei dati applicati alle dinamiche del calcio moderno.

Fonti

La Gazzetta dello Sport, polemica sull’esultanza di Gatti
Juventus FC, cronaca ufficiale Juventus-Milan
Juventus FC, dichiarazioni post-partita
Sky Sport, cronaca e analisi Juventus-Milan
Tuttosport, dichiarazioni di Gatti e Conceição

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