L’Atalanta batte il Bologna 1-0 con un incredibile gol di Samardzic al 96’. Una vittoria sofferta per la squadra di Sarri, salvata da Carnesecchi e premiata all’ultimo respiro. Analisi della partita, statistiche, protagonisti e segnali tattici della Dea a punteggio pieno.L’Atalanta batte il Bologna 1-0 con un incredibile gol di Samardzic al 96’. Una vittoria sofferta per la squadra di Sarri, salvata da Carnesecchi e premiata all’ultimo respiro. Analisi della partita, statistiche, protagonisti e segnali tattici della Dea a punteggio pieno.

Ci sono vittorie costruite attraverso novanta minuti di dominio e altre che arrivano quando ormai sembra non esserci più niente da prendere. Atalanta-Bologna appartiene decisamente alla seconda categoria. Io ho visto una Dea in difficoltà per lunghi tratti, incapace di sviluppare con continuità il calcio richiesto da Maurizio Sarri e costretta spesso a inseguire un Bologna organizzato e coraggioso. Eppure al 96′, praticamente sull’ultima azione della partita, Lazar Samardžić ha raccolto il pallone servito da Zalewski e ha liberato il suo sinistro dalla distanza. Skorupski non è riuscito a respingere e la New Balance Arena è esplosa: Atalanta 1, Bologna 0.

Il risultato rischia però di raccontare una partita completamente diversa da quella che ho osservato. Nel primo tempo è soprattutto il Bologna a giocare. La squadra di Vincenzo Tedesco mantiene il possesso con pazienza, cerca di attirare fuori l’Atalanta e successivamente accelera sulle corsie. Cambiaghi mette subito alla prova Carnesecchi, mentre Bernardeschi diventa uno dei giocatori più pericolosi della serata. L’Atalanta prova invece ad arrivare velocemente verso Scamacca, ma fatica a trovare collegamenti puliti. De Ketelaere soffre anche nel lavoro difensivo e per oltre mezz’ora vedo pochissimo di quello che normalmente associo alle squadre di Sarri.

L’occasione che fotografa meglio il primo tempo arriva poco prima dell’intervallo. Bernardeschi costruisce un pallone interessante per Ferguson e Carnesecchi deve intervenire sul tentativo ravvicinato, anche se successivamente viene segnalato il fuorigioco. Dall’altra parte Scamacca riesce finalmente a calciare al 42′, ma la conclusione è centrale e Skorupski controlla senza particolari problemi. Io vedo una Dea troppo lenta nella circolazione e soprattutto poco efficace nell’occupazione degli spazi tra centrocampo e difesa del Bologna. I rossoblù sembrano più freschi, aggressivi e convinti delle proprie possibilità.

Nella ripresa la situazione non migliora immediatamente. Cambiaghi costruisce una delle occasioni più importanti della partita e lascia partire una conclusione violenta che si stampa sul palo. È il momento nel quale comprendo quanto l’Atalanta stia rischiando. Sarri interviene dalla panchina e cambia progressivamente il volto della squadra: entrano Zalewski ed Elmas, successivamente Krstovic e soprattutto Samardžić. Non considero casuale che proprio due giocatori entrati dalla panchina costruiscano l’azione decisiva. In una serata nella quale il piano iniziale funzionava poco, sono state le alternative a permettere all’Atalanta di restare aggrappata alla partita.

Statistiche Atalanta-Bologna

StatisticaAtalantaBologna
Risultato10
Possesso palla42%58%
Tiri totali616
Tiri nello specchio23
Tiri fuori210
Tiri respinti23
Calci d’angolo12
Fuorigioco24
Falli1013
Pali01
GolSamardžić 90’+6′

I numeri per me sono quasi sorprendenti se confrontati con il risultato finale. Il Bologna chiude con il 58% di possesso e soprattutto con sedici conclusioni contro appena sei dell’Atalanta. I nerazzurri trovano lo specchio soltanto due volte, mentre gli emiliani costruiscono dieci tiri terminati fuori, tre nello specchio e altri tre respinti. Cambiaghi colpisce anche un palo. Se analizzassi soltanto produzione offensiva e controllo territoriale, probabilmente assegnerei la partita al Bologna. Il calcio, però, possiede quella componente imprevedibile che rende insufficiente qualsiasi statistica presa isolatamente: bisogna trasformare la superiorità in gol.

Ed è qui che entra in scena Marco Carnesecchi. Se Samardžić firma la vittoria, io considero il portiere uno dei principali responsabili del fatto che al 96′ l’Atalanta abbia ancora una partita da poter vincere. Carnesecchi interviene quando serve, trasmette sicurezza e nel finale neutralizza anche un pericoloso sinistro di Bernardeschi. Sky ha premiato sia lui sia Samardžić con un 7, assegnando però al serbo il riconoscimento di MVP. Mi sembra la fotografia perfetta della partita: uno conserva lo 0-0 quando il Bologna sembra poter segnare, l’altro trasforma quell’equilibrio in tre punti con una singola giocata.

Poi arriva il minuto 96. Zalewski serve Samardžić e il numero 10 decide di non cercare un’altra combinazione. Prende la responsabilità e calcia con il sinistro dalla lunga distanza. La conclusione non sembra impossibile da controllare, ma Skorupski legge male traiettoria e rimbalzo, si distende senza riuscire a respingere e il pallone termina nell’angolo. È una rete nella quale convivono talento e errore: merito di Samardžić per avere avuto coraggio nel tentare il tiro da quella posizione, responsabilità evidente del portiere del Bologna. Per gli emiliani è una punizione enorme dopo una partita nella quale avevano prodotto decisamente più dell’avversario.

La vittoria porta l’Atalanta a sei punti dopo due giornate. Questo è probabilmente l’aspetto che Sarri apprezzerà maggiormente. Una squadra nuova, ancora alla ricerca dei propri automatismi, riesce a vincere anche quando gioca male. Non significa che i problemi possano essere ignorati. La Dea ha concesso sedici conclusioni e per lunghi periodi non è riuscita a controllare il centrocampo. Inoltre De Ketelaere e Raspadori non hanno trovato continuità nella rifinitura, mentre Scamacca è rimasto troppo isolato. Ma correggere questi difetti avendo sei punti in classifica è molto diverso dal farlo dopo aver lasciato per strada quattro o cinque punti.

Il Bologna, invece, esce da Bergamo con una sensazione quasi paradossale. Io considero la prestazione nettamente migliore del risultato. La squadra di Tedesco ha mostrato personalità, capacità di palleggio e aggressività, ma dopo due giornate rimane ancora a zero punti. Questo è il lato crudele del calcio: giocare bene non genera automaticamente punti. Cambiaghi avrebbe potuto cambiare tutto con quel palo, Bernardeschi ha trovato davanti un grande Carnesecchi e altre situazioni promettenti non sono state sfruttate. Poi un tiro dalla distanza al 96′ ha cancellato quasi tutto il lavoro precedente.

Per l’Atalanta considero quindi questo 1-0 contemporaneamente prezioso e istruttivo. Prezioso perché porta altri tre punti e mantiene la squadra di Sarri a punteggio pieno. Istruttivo perché sedici conclusioni concesse e appena sei prodotte rappresentano numeri sui quali lavorare. La grande notizia, però, è la profondità della rosa. Quando la partita sembrava destinata allo 0-0, due subentrati hanno costruito il gol: Zalewski ha servito il pallone e Samardžić lo ha trasformato nella giocata della serata. A volte una squadra mostra la propria forza dominando. Altre volte la mostra restando viva abbastanza a lungo da trovare, al minuto 96, un singolo lampo capace di cambiare tutto.

Autore: Davide Ferri – Match analyst

Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza professionale attraverso contratti con diverse società europee. Specializzato nell’analisi tattica e nello studio delle prestazioni, utilizza video, statistiche e modelli di gioco per interpretare le partite, individuando principi tattici, punti di forza, criticità e possibili evoluzioni delle squadre e dei singoli calciatori.

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