Quando analizzo Tottenham-Newcastle 0-2 parto dalle parole di Roberto De Zerbi perché spiegano perfettamente la contraddizione della partita. Gli Spurs hanno concluso 17 volte contro le 11 del Newcastle, costringendo Lukás Hornícek a diversi interventi, mentre gli ospiti hanno segnato con gli unici due tiri nello specchio. Per circa un’ora ho visto un Tottenham migliore rispetto alla brutta sconfitta con il Brentford, più aggressivo e disposto a costruire. Poi è arrivato il gol di Elanga e la partita è cambiata completamente.
È proprio questo cambiamento che considero preoccupante. De Zerbi ha spiegato che prima dello 0-1 il Tottenham aveva avuto più controllo e più opportunità, pur soffrendo alcune situazioni a causa dell’eccessiva distanza tra attaccanti e difensori. Dopo essere passato in svantaggio, invece, il problema è diventato mentale. «La soluzione non è abbassare la testa, ma reagire», ha detto il tecnico. Una frase che per me pesa più di qualsiasi considerazione tattica, perché racconta una squadra ancora incapace di assorbire un episodio negativo.
Nel primo tempo le occasioni erano effettivamente arrivate. Hornícek aveva fermato Mathys Tel, Andy Robertson e Jan Paul van Hecke, mentre all’inizio della ripresa il Tottenham aveva reclamato anche un rigore per un intervento su Omar Marmoush. Gli Spurs non stavano dominando in maniera totale, ma erano dentro la partita e riuscivano a portare uomini nella metà campo del Newcastle. Il problema che noto è nella trasformazione del possesso in occasioni realmente definitive: costruire bene non basta se negli ultimi venti metri manca precisione.
Al 62′ Anthony Elanga ha aperto la partita e, da quel momento, ho visto quasi spegnersi il Tottenham. Dieci minuti più tardi Yoane Wissa ha realizzato il 2-0. Due reti in dieci minuti, ma soprattutto due colpi ai quali gli Spurs non hanno saputo rispondere. De Zerbi ha parlato apertamente di perdita di fiducia dopo il primo gol. È un elemento fondamentale perché il Tottenham arriva da stagioni estremamente complicate e il nuovo allenatore non sta semplicemente costruendo un sistema di gioco: deve ricostruire l’autostima di un gruppo abituato troppo spesso alla sconfitta.
La frase più forte della conferenza riguarda proprio questo aspetto: «Non puoi comprare la mentalità sul mercato». Il Tottenham ha investito oltre 300 milioni di sterline durante l’estate per ricostruire la rosa, ma De Zerbi sa che aggiungere talento non significa automaticamente creare una squadra. Il tecnico ha parlato della necessità di migliorare connessioni, distanze e qualità del gioco. Dal mio punto di vista è una diagnosi precisa: gli Spurs possiedono individualità importanti, ma attualmente funzionano ancora come una somma di giocatori più che come un organismo collettivo.
C’è poi un altro passaggio dell’intervista che considero significativo. De Zerbi ha ribadito di avere «grande fiducia» nella qualità della rosa e ha sostenuto che questo gruppo, una volta diventato davvero una squadra, possiede il talento necessario per fare bene. Non vuole quindi trasformare due sconfitte iniziali in una sentenza sul progetto. Allo stesso tempo ha ammesso qualcosa di importante: «Forse adesso non siamo ancora pronti». È probabilmente la fotografia più sincera del Tottenham attuale. Il potenziale esiste, la struttura definitiva ancora no.
E i numeri rendono l’inizio particolarmente pesante. Dopo lo 0-3 contro il Brentford e lo 0-2 contro il Newcastle, il Tottenham ha zero punti, zero gol realizzati e cinque subiti nelle prime due giornate. Ancora più significativo è il dato casalingo riportato da Reuters: quella contro il Newcastle è stata la 21ª sconfitta nelle ultime 39 partite di Premier League disputate in casa. De Zerbi aveva scritto prima dell’incontro di voler trasformare il Tottenham Hotspur Stadium in una fortezza. Alla fine, invece, molti posti erano già vuoti prima del triplice fischio.
Non considero però lo 0-2 una partita completamente negativa dal punto di vista tecnico. Rispetto alla prima giornata ho visto segnali migliori. Il Tottenham ha creato più del Newcastle e per lunghi tratti ha controllato il pallone. La questione è che nel calcio il controllo deve produrre qualcosa. Il Newcastle ha aspettato, resistito e poi colpito esattamente quando si è aperta la possibilità. Gli Spurs, invece, dopo aver subito il primo gol hanno perso quelle distanze che De Zerbi considera fondamentali. È qui che il lavoro dell’allenatore italiano diventa particolarmente interessante.
La conferenza stampa ha aperto inoltre una finestra sullo spogliatoio. De Zerbi ha confermato che Richarlison, Kevin Danso e Pape Matar Sarr hanno manifestato la volontà di lasciare il Tottenham. Il tecnico non ha chiuso la porta, ma è stato molto chiaro: chi vuole andare via deve portare al club una soluzione economica adeguata. È un altro elemento che aiuta a capire perché parli continuamente di costruzione. Il mercato è ancora aperto e alcuni componenti della rosa potrebbero cambiare proprio mentre l’allenatore cerca di creare automatismi e identità.
Mi ha colpito anche la protezione pubblica che De Zerbi ha riservato ai giocatori. Dopo una sconfitta così pesante avrebbe potuto scaricare responsabilità sul gruppo. Ha scelto la strada opposta, ribadendo di credere nei suoi uomini e dicendo addirittura di sentirsi emotivamente ancora più vicino a loro proprio nel giorno della sconfitta. È una scelta comunicativa intelligente. La critica riguarda la mentalità collettiva e la reazione agli episodi, ma il tecnico evita di trasformare singoli giocatori in colpevoli. In un gruppo ancora fragile, per me è un dettaglio importante.
La mia conclusione è che De Zerbi abbia davanti un problema più psicologico che puramente tecnico. Il Tottenham possiede qualità, investimenti e profondità sufficienti per risalire, ma deve imparare a rimanere squadra quando la partita gira contro. Contro il Newcastle è bastato un gol per rompere un equilibrio costruito durante un’ora. È esattamente ciò che un progetto ambizioso non può permettersi. Le idee di De Zerbi iniziano a intravedersi, ma ora devono diventare abitudini. E soprattutto devono sopravvivere al primo errore, al primo gol subito e alla prima difficoltà.
Autore: Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza professionale attraverso contratti con diverse società europee. Il suo lavoro si concentra sull’analisi tattica e statistica, sullo studio delle fasi di possesso e non possesso, delle transizioni e delle prestazioni individuali, trasformando dati, movimenti e situazioni di campo in chiavi di lettura della partita.
Fonti
- Tottenham Hotspur | Conferenza stampa integrale di Roberto De Zerbi dopo Tottenham-Newcastle 0-2
- Reuters | Il crollo del Tottenham nel secondo tempo contro il Newcastle
- The Guardian | De Zerbi: il problema principale degli Spurs è trovare la giusta mentalità
- The Guardian | Tottenham-Newcastle 0-2, cronaca e analisi della partita
- The Guardian | Tottenham-Newcastle, cronaca minuto per minuto e dichiarazioni post-partita
- Reuters | De Zerbi e la necessità di costruire una mentalità vincente al Tottenham
