Quattro partite, zero gol: analizzo le difficoltà del Tottenham di De Zerbi dopo lo 0-0 con l’Everton. Possesso, occasioni e scelte offensive raccontano un attacco in cerca di soluzioni. Tra pressione dei tifosi e fiducia da recuperare, spiego quali aspetti tattici considero decisivi per tornare a segnare.Quattro partite, zero gol: analizzo le difficoltà del Tottenham di De Zerbi dopo lo 0-0 con l’Everton. Possesso, occasioni e scelte offensive raccontano un attacco in cerca di soluzioni. Tra pressione dei tifosi e fiducia da recuperare, spiego quali aspetti tattici considero decisivi per tornare a segnare.

Guardo lo zero nella casella dei gol e considero inevitabile la pressione su Roberto De Zerbi. Il Tottenham pareggia senza reti contro l’Everton e completa quattro giornate di Premier League senza segnare. Per me, il problema supera il singolo risultato: riguarda la capacità di trasformare un progetto offensivo in pericolosità concreta. Evito però di confondere la critica tecnica con una sentenza definitiva sull’allenatore. Quattro partite costituiscono un segnale serio, ancora insufficiente per giudicare un’intera stagione. La domanda che mi pongo è semplice: quali condizioni offre questa squadra ai propri attaccanti per arrivare al tiro con un vantaggio reale sulla difesa avversaria?

Parto dai numeri della partita: il Tottenham registra il 62% di possesso, ma produce soltanto 0,64 expected goals e due conclusioni nello specchio. L’Everton arriva a 1,17 xG con meno pallone. Interpreto questa differenza come un’indicazione sulla qualità delle opportunità, senza attribuire al modello il potere di stabilire un risultato obbligatorio. La precisione dei passaggi degli Spurs raggiunge il 93%, un valore che acquista significato soltanto conoscendo posizione e difficoltà delle giocate. Completare tanti passaggi serve quando permette di superare una linea o liberare un compagno. Altrimenti, nella mia valutazione, il controllo resta prevalentemente una misura della disponibilità del pallone stesso.

Sul piano tattico, concentrerei la revisione sulle relazioni tra portatore, esterni e centravanti. Nel calcio di costruzione, attirare pressione ha senso se qualcuno riconosce il momento per attaccare lo spazio liberato. Quando questo collegamento manca, il possesso rischia di rallentare proprio davanti alla zona decisiva. Non posso ricostruire ogni movimento attraverso le statistiche aggregate, ma posso indicare cosa cercherei nel video: ricezioni tra le linee, corse alle spalle dei difensori e presenza sul secondo palo. Vorrei soprattutto capire se chi riceve dispone di alternative immediate. Per me, la fluidità offensiva nasce dalla sincronizzazione delle scelte, prima ancora che dal talento individuale.

De Zerbi parla di un blocco mentale e richiama anche difficoltà fisiche. Considero queste spiegazioni plausibili, ma chiedo che trovino riscontro in comportamenti osservabili. La fiducia può influenzare un controllo, una scelta o il coraggio di tentare una giocata; tuttavia, non trasformerei la psicologia in una spiegazione universale. Se un attaccante riceve lontano dalla porta e senza sostegni, il problema richiede anche una risposta organizzativa. La fiducia va accompagnata da soluzioni pratiche. Nella mia lettura, semplificare alcune connessioni potrebbe aiutare: un riferimento centrale riconoscibile, appoggi vicini e movimenti complementari rendono meno gravoso il compito di chi deve decidere sotto pressione avversaria.

Mi interessa anche il confronto tra De Zerbi e Mathys Tel dopo il fischio finale. Il tecnico gli indica la necessità di occupare correttamente il ruolo offensivo, chiarendo poi di apprezzarlo. Leggo l’episodio come una richiesta tecnica, senza dedurne automaticamente una frattura personale. Resta però una questione comunicativa: correggere pubblicamente un giovane, dentro un momento difficile, espone entrambi a interpretazioni amplificate. Io valuterei soprattutto la chiarezza del messaggio successivo sul campo. Un attaccante deve sapere quando venire incontro, quando fissare i centrali e quando attaccare la profondità. Chiedergli contemporaneamente ogni funzione rischia di renderlo disponibile ovunque, ma decisivo troppo poco spesso.

La mia conclusione tecnica è che il Tottenham debba rendere più leggibile il proprio attacco. Non chiederei semplicemente più conclusioni: chiederei occasioni costruite meglio, sostegni più tempestivi e maggiore continuità nelle occupazioni dell’area. Allo stesso tempo, riconosco che un pareggio senza gol conserva almeno un equilibrio difensivo utile da cui ripartire. La pressione esterna crescerà finché resterà quello zero, ma io misurerei i progressi anche prima della rete: qualità delle ricezioni, superiorità create e decisioni nell’ultimo passaggio. De Zerbi deve mostrare un percorso concreto verso il gol. Il prossimo passo passa dalla capacità di rendere ripetibili le situazioni favorevoli agli attaccanti.

Statistiche della partita — Tottenham–Everton 0-0, 12 settembre 2026

IndicatoreTottenhamEverton
Gol00
Possesso palla62%38%
Expected goals — xG0,641,17
Tiri in porta23
Grandi occasioni create12
Calci d’angolo56
Passaggi riusciti598319
Precisione dei passaggi93%84%
Duelli vinti4053
Parate32
Falli commessi148

Davide Ferri – Match analyst

Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienze con contratti presso varie società europee. Si occupa di analisi tattica, studio degli avversari e valutazione delle prestazioni. Nei suoi articoli per Analisi Calcio Pro propone una lettura del calcio che unisce osservazione, dati e attenzione alle scelte degli allenatori, spiegando il rapporto tra squadra e giocatore.

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