Como-Roma termina 0-0 al Sinigaglia dopo una partita intensa e ricca di episodi. Il Como domina possesso e conclusioni, mentre l’espulsione di Malen costringe la Roma a resistere in dieci per oltre mezz’ora. Analisi, statistiche e chiavi tattiche della sfida.Como-Roma termina 0-0 al Sinigaglia dopo una partita intensa e ricca di episodi. Il Como domina possesso e conclusioni, mentre l’espulsione di Malen costringe la Roma a resistere in dieci per oltre mezz’ora. Analisi, statistiche e chiavi tattiche della sfida.

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Como-Roma finisce 0-0, ma definirla semplicemente una partita senza gol sarebbe tremendamente riduttivo. Io ho visto una gara intensa, tatticamente interessante e divisa nettamente in due momenti: una prima parte nella quale la Roma ha saputo rispondere colpo su colpo e una seconda nella quale l’espulsione di Donyell Malen ha completamente modificato gli equilibri. Il Como esce con il rimpianto di non aver trasformato una superiorità evidente in tre punti, mentre la Roma porta via un pareggio che, viste le circostanze, pesa parecchio.

La partenza della Roma mi è piaciuta. Gasperini non è arrivato sul Lago con l’idea di aspettare: i giallorossi hanno provato immediatamente a creare problemi alla costruzione di Fabregas e Dybala ha avuto una buona opportunità nei primi minuti. Il momento più importante del primo tempo arriva però all’11’, quando Lorenzo Pellegrini colpisce il palo. Quella conclusione resta probabilmente l’occasione più nitida costruita dalla Roma prima che la partita cambiasse completamente volto.

Il Como, però, non ha rinunciato al proprio calcio. La squadra di Fabregas ha progressivamente conquistato campo attraverso possesso, ampiezza e continui cambi di posizione. Nico Paz ha cercato di prendere il controllo della zona centrale, mentre Diao e gli esterni hanno provato ad allargare una Roma costretta a difendere su tutta la larghezza. Io continuo a pensare che il Como sia ormai una squadra che non ha paura di imporre il proprio gioco contro nessuno, e questa partita ne è stata un’altra dimostrazione.

A livello statistico la differenza è molto evidente. Il Como chiude con quasi il 66% di possesso palla, 19 conclusioni contro le 9 della Roma e sei calci d’angolo contro due. Sono numeri che descrivono una partita giocata prevalentemente nella metà campo giallorossa, soprattutto dopo l’intervallo. La Roma, però, ha avuto il merito di non disunirsi e di trasformare la propria partita da offensiva a estremamente pragmatica quando le circostanze lo hanno imposto.

StatisticaComoRoma
Possesso palla65,9%34,1%
Tiri totali199
Tiri in porta42
Pali / traverse01
Calci d’angolo62
Fuorigioco03
Falli commessi99
Ammonizioni23
Espulsioni01
Risultato00

Il momento che spacca definitivamente la partita arriva al 53’. Malen entra in scivolata su Kaiki, tocca anche il pallone ma completa l’intervento in maniera molto dura. Fabbri estrae direttamente il rosso. Da quel momento la partita che avevo visto fino a pochi secondi prima praticamente scompare. La Roma smette di pensare principalmente a vincere e comincia inevitabilmente a pensare a sopravvivere. Gasperini è costretto a ridisegnare distanze, pressione e coperture.

L’espulsione farà inevitabilmente discutere. Gasperini nel post partita ha difeso il proprio giocatore, mentre Fabregas ha considerato il cartellino rosso corretto, utilizzandolo anche per confrontare l’episodio con altre decisioni arbitrali. Io, però, preferisco concentrarmi sull’effetto tattico: la Roma perde il giocatore più avanzato, arretra il proprio baricentro e permette al Como di controllare stabilmente il pallone. Da quel momento il campo sembra inclinarsi verso la porta giallorossa.

Il Como ha immediatamente avuto la possibilità di approfittarne. Perrone si è ritrovato in posizione eccellente poco dopo l’espulsione, ma ha mandato alto. Douvikas ha trovato soltanto l’esterno della rete, Nico Paz ha continuato a cercare la giocata decisiva e nel recupero anche Rodriguez è arrivato vicino al bersaglio. Fabregas può recriminare soprattutto per questo: 19 tiri e oltre mezz’ora in superiorità numerica avrebbero dovuto produrre qualcosa di più dello 0-0.

Dall’altra parte, però, c’è una Roma che secondo me merita credito. Quando rimani in dieci fuori casa contro una squadra capace di tenere quasi il 66% del pallone, il rischio è quello di perdere completamente le distanze. I giallorossi non lo hanno fatto. Mancini, Ndicka e il reparto difensivo hanno accettato di soffrire, mentre Gollini ha risposto presente alla sua occasione. Senza Svilar, il portiere era inevitabilmente osservato speciale: quattro parate e porta inviolata sono una risposta importante.

C’è poi un episodio curioso che interrompe ulteriormente il ritmo della gara: l’arbitro Michael Fabbri è costretto a lasciare il campo per un problema fisico e viene sostituito dal quarto ufficiale Simone Sozza. Un’altra variabile dentro una partita già complicata. Il recupero arriva fino a sette minuti e il Como prova l’assedio conclusivo, ma la Roma riesce a chiudere ogni spazio centrale e porta a casa il primo 0-0 di questa Serie A.

Per Fabregas rimane soprattutto un’occasione mancata. Il Como ha dimostrato nuovamente di poter competere contro una squadra da zona Champions, ma per trasformare prestazioni di questo tipo in qualcosa di ancora più importante serve maggiore cattiveria negli ultimi sedici metri. Dominare territorialmente non basta se il tabellone rimane fermo. Questa è probabilmente la lezione più importante che il Como deve portarsi dietro.

Per Gasperini, invece, il giudizio è necessariamente doppio. Nei primi cinquanta minuti avrei voluto vedere maggiore controllo del pallone e una Roma meno intermittente. Dopo il rosso, invece, posso rimproverare poco alla squadra. Ha difeso, sofferto e accettato una partita completamente diversa da quella preparata durante la settimana. In certe giornate un punto non rappresenta mancanza di ambizione. Rappresenta la capacità di capire quando non puoi più vincere e devi soprattutto evitare di perdere.

Il risultato lascia inevitabilmente qualche rimpianto alla Roma perché rappresenta il secondo pareggio consecutivo dopo il 2-2 contro l’Inter e impedisce ai giallorossi di sfruttare completamente questo turno. Ma la mia sensazione è che il punto del Sinigaglia possa essere valutato meglio tra qualche settimana. Il Como ha qualità vera, personalità e una struttura ormai consolidata. Uscirne imbattuti dopo aver giocato oltre mezz’ora in dieci non è un risultato da buttare.

Como-Roma finisce senza gol, ma racconta molto di entrambe. Fabregas possiede una squadra capace di comandare anche contro avversari importanti, ma deve trovare maggiore precisione quando arriva il momento di trasformare il dominio in reti. Gasperini, invece, scopre una Roma capace anche di sporcarsi le mani e resistere sotto pressione. Non sarà lo 0-0 che farà impazzire gli highlights, ma tatticamente questa partita ha raccontato molto più di quanto dica il risultato.

Autore: Davide Ferri – Match analyst

Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Analizza il calcio attraverso dati, principi tattici, gestione degli spazi e comportamento delle squadre nelle diverse fasi di gioco, cercando di andare oltre il risultato per individuare le dinamiche che determinano realmente una partita.

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