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Quando analizzo quello che è successo alla Fiorentina negli ultimi giorni, faccio fatica a considerare l’esonero di Fabio Grosso come la semplice conseguenza di tre sconfitte consecutive. I risultati hanno certamente avuto un peso enorme: zero punti dopo tre giornate, un solo gol segnato e nove subiti rappresentano un avvio quasi impossibile da sostenere per una società che aveva costruito l’estate attorno a un progetto molto ambizioso. Ma dietro la decisione presa dopo il 2-1 subito in casa contro il Torino c’è qualcosa di più profondo. Il rapporto tra Grosso e la dirigenza si era deteriorato e il confronto con il direttore sportivo Fabio Paratici ha fatto precipitare una situazione già estremamente delicata.
La ricostruzione che emerge nelle ultime ore è particolarmente pesante. Dopo la sconfitta contro il Torino, la società sembrava inizialmente orientata a concedere ancora tempo all’allenatore. Poi il confronto interno ha cambiato completamente lo scenario. Secondo ANSA, Grosso e Paratici avrebbero avuto un’accesa discussione sulla competitività della rosa e su alcune operazioni di mercato. Il Corriere Fiorentino riporta inoltre una posizione molto critica dell’allenatore sulla qualità della squadra costruita durante l’estate. Non parliamo quindi soltanto di moduli, sostituzioni o risultati: il punto di rottura sembra essere arrivato quando allenatore e area sportiva hanno iniziato a vedere in maniera profondamente diversa il potenziale della Fiorentina.
Dal mio punto di vista questo passaggio è fondamentale. Un allenatore può essere insoddisfatto del mercato, può chiedere caratteristiche differenti e può discutere duramente con il proprio direttore sportivo. Fa parte del calcio professionistico. Il problema nasce quando viene meno la fiducia reciproca necessaria per portare avanti il progetto. Grosso era stato scelto proprio da Paratici soltanto pochi mesi prima e aveva firmato un contratto biennale. Il fatto che il rapporto sia arrivato al punto di rottura dopo appena tre giornate racconta quindi un fallimento che non può essere attribuito esclusivamente all’allenatore. Se una scelta tecnica viene sconfessata praticamente all’inizio della stagione, inevitabilmente bisogna interrogarsi anche su come quella scelta sia stata costruita.
La situazione diventa ancora più delicata perché la Fiorentina starebbe valutando un’azione disciplinare nei confronti di Grosso. Secondo Sky Sport, alla base della possibile iniziativa ci sarebbero le forti perplessità manifestate dal tecnico sulla possibilità di continuare il rapporto con il club, senza che però arrivassero le sue dimissioni. ANSA conferma che Grosso non avrebbe mai pensato di dimettersi e collega il divorzio anche al duro confronto avuto con Paratici. È importante sottolineare che, al momento, si parla di una possibilità allo studio della società e non di un provvedimento disciplinare già adottato. Il rischio, però, è che un rapporto nato soltanto a giugno finisca addirittura con uno strascico formale o legale.
C’è poi un aspetto sportivo che considero quasi paradossale. Per sostituire Grosso, la Fiorentina ha richiamato Paolo Vanoli, cioè proprio l’allenatore dal quale aveva deciso di separarsi durante l’estate. Vanoli aveva preso una squadra in enorme difficoltà nella stagione precedente e l’aveva condotta alla salvezza. Ora torna trovando una rosa profondamente modificata: secondo ANSA, durante il mercato sono arrivati 13 giocatori per circa 130 milioni di euro, mentre 19 sono partiti per circa 92 milioni. Soltanto dieci elementi dell’attuale gruppo erano stati allenati da lui nella precedente esperienza. In pratica la Fiorentina ha cambiato allenatore, rivoluzionato la squadra e, dopo appena tre giornate, è tornata al punto di partenza.
È proprio questo che, da match analyst, mi preoccupa maggiormente. I nove gol subiti nelle prime tre giornate indicano problemi evidenti nell’equilibrio della squadra, nella protezione delle transizioni e nella capacità di reagire quando la partita cambia direzione. Allo stesso tempo, un solo gol realizzato evidenzia una produzione offensiva completamente insufficiente rispetto agli investimenti effettuati. Non credo che tre giornate possano raccontare definitivamente il valore di un allenatore, ma possono fotografare una squadra che non ha assimilato la sua idea. Il compito di Vanoli sarà quindi prima psicologico e organizzativo, poi tattico: restituire rapidamente riferimenti semplici a un gruppo che sembra aver perso sicurezza.
Anche la gestione societaria merita una riflessione. Grosso è arrivato dopo un’esperienza positiva con il Sassuolo ed era stato scelto per aprire un nuovo ciclo. Tre mesi dopo non c’è più. Vanoli, considerato non adatto a proseguire il progetto in estate, è stato richiamato per salvarlo poche settimane più tardi. È una contraddizione difficile da ignorare. Non significa necessariamente che il ritorno di Vanoli sia una scelta sbagliata. Al contrario, la sua conoscenza dell’ambiente potrebbe rappresentare esattamente ciò di cui la Fiorentina ha bisogno in questo momento. Ma significa che la programmazione estiva deve inevitabilmente essere sottoposta a una valutazione critica.
Sul fronte delle dichiarazioni, bisogna distinguere con attenzione ciò che è stato detto pubblicamente dalle ricostruzioni giornalistiche. Non risultano, al momento, dichiarazioni pubbliche post-esonero di Grosso nelle quali l’ex tecnico racconti direttamente la lite o risponda alla possibile azione disciplinare. La Fiorentina ha comunicato l’esonero con una nota estremamente sintetica, limitandosi ad annunciare che Grosso era stato sollevato dall’incarico. Per Vanoli, invece, il club ha ringraziato il tecnico per aver accettato immediatamente di tornare alla guida della prima squadra. Le frasi attribuite a Grosso sulla competitività della rosa appartengono quindi alle ricostruzioni giornalistiche e non vanno presentate come una conferenza stampa ufficiale dell’allenatore.
Alla fine la mia sensazione è che la Fiorentina abbia un problema più grande dei tre punti persi o dell’allenatore esonerato. Deve ritrovare una direzione. Vanoli può sistemare la squadra, dare equilibrio e ricostruire alcune certezze, ma la società deve evitare che il caso Grosso diventi un rumore permanente attorno al gruppo. Se davvero arriverà un’azione disciplinare, il confronto potrebbe continuare lontano dal campo. Nel frattempo il pallone non aspetta nessuno: venerdì c’è già la trasferta contro il Venezia. Ed è lì che inizieremo a capire se il ritorno di Vanoli rappresenterà davvero un nuovo inizio oppure soltanto l’ennesimo giro della giostra viola.
Autore: Davide Ferri – Match analyst
Biografia: Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. La sua attività è incentrata sull’analisi tattica e statistica delle partite, sullo studio delle prestazioni individuali e collettive e sulla lettura dei dati applicata al calcio professionistico.
Fonti
- Sky Sport – La Fiorentina valuta un’azione disciplinare contro Grosso
- ANSA – Fiorentina, possibile azione disciplinare nei confronti di Grosso
- Sky Sport – L’esonero di Fabio Grosso
- Corriere Fiorentino – La lite con Grosso e il ritorno di Vanoli
- ANSA – Vanoli torna ufficialmente alla Fiorentina
- Reuters – Fiorentina esonera Grosso dopo tre sconfitte
