Analizzo Udinese-Lazio 1-2 attraverso numeri e tattica: xG, expected points, possesso, tiri, corner, formazioni ufficiali e quote prepartita. La Lazio di Gattuso ribalta la gara nella ripresa: i dati mostrano perché la vittoria di Udine è molto meno casuale di quanto possa sembrare.Analizzo Udinese-Lazio 1-2 attraverso numeri e tattica: xG, expected points, possesso, tiri, corner, formazioni ufficiali e quote prepartita. La Lazio di Gattuso ribalta la gara nella ripresa: i dati mostrano perché la vittoria di Udine è molto meno casuale di quanto possa sembrare.

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Guardando Udinese-Lazio esclusivamente dal risultato, potrei raccontare una semplice rimonta: Karlström porta avanti i friulani al 49′, Frattesi pareggia al 75′ e Gudmundsson firma l’1-2 all’88’. Ma osservando la partita da data analyst emerge qualcosa di più interessante. La Lazio non ha dominato ogni fase, ma ha progressivamente spostato gli indicatori della gara dalla propria parte. Il risultato finale è arrivato tardi, mentre la superiorità statistica biancoceleste aveva iniziato a costruirsi molto prima.

Il primo numero che guardo è il possesso: 60,1% Lazio contro 39,9% Udinese. Da solo significa poco. Diventa interessante quando lo collego ai 19 tiri biancocelesti contro 10, agli 8 corner contro 2 e agli expected goals. xGscore assegna 1,92 xG alla Lazio contro appena 0,79 dell’Udinese. FotMob utilizza un modello leggermente diverso e restituisce 1,83 contro 0,85. Due algoritmi differenti arrivano quindi alla stessa conclusione: la Lazio ha prodotto una quantità e qualità di occasioni nettamente superiore.

StatisticaUdineseLazio
Risultato12
Possesso39,9%60,1%
Tiri totali1019
Tiri in porta66
xG0,791,92
xGOT1,122,62
Corner28
Passaggi totali359540
Precisione passaggi81%89%
Falli139
Ammonizioni51
Pali/traverse01

Statistiche base Sky Sport; xG, xGOT e dati sui passaggi da xGscore.

La statistica che trovo più significativa è però la distribuzione degli xG tra primo e secondo tempo. Nei primi 45 minuti l’Udinese produce 0,29 xG e la Lazio solamente 0,21. Praticamente equilibrio. Dopo l’intervallo cambia tutto: Udinese 0,51 xG, Lazio 1,71. Quasi il 90% della produzione offensiva laziale arriva quindi nella ripresa. Questo mi dice che la vittoria non nasce da due episodi casuali nel finale, ma da una partita che Gattuso riesce a modificare progressivamente.

Paradossalmente, proprio all’inizio della ripresa arriva il momento migliore dell’Udinese. Karlström segna al 49′ e porta avanti la squadra di Runjaić. A quel punto mi interessa soprattutto la reazione della Lazio. Una squadra fragile avrebbe aumentato il numero dei giocatori offensivi perdendo struttura. Gattuso cambia invece uomini senza perdere occupazione razionale degli spazi. Al 53′ inserisce Noslin per Pinamonti e Cancellieri per Isaksen. Non è semplicemente un doppio cambio offensivo: è il tentativo di aumentare dinamismo e profondità contro un’Udinese che progressivamente abbassa il proprio baricentro.

Il dato dei corner fotografa perfettamente questa pressione: 8-2 per la Lazio. Anche i 30 tocchi nell’area avversaria contro i 18 dell’Udinese raccontano una squadra capace di portare più frequentemente il pallone nella zona realmente pericolosa. Il possesso del 60% smette quindi di essere sterile. Viene accompagnato da volume offensivo, territorialità e occasioni. È esattamente la combinazione che cerco quando devo distinguere il semplice controllo del pallone dal controllo effettivo della partita.

Frattesi diventa il simbolo di questo meccanismo. Al 75′ trova l’1-1 e porta a tre il proprio bottino nelle prime tre giornate. Il valore del centrocampista, però, non lo misuro soltanto attraverso il gol. Frattesi offre alla Lazio qualcosa che statisticamente può diventare difficilissimo da difendere: un centrocampista che trasforma l’occupazione dell’area in produzione offensiva senza costringere Gattuso ad aggiungere un attaccante. È una variabile tattica che modifica la geometria della squadra e obbliga gli avversari a seguire inserimenti provenienti dalla seconda linea.

Poi arriva un altro dato interessante dalla panchina. All’80’ Frattesi lascia il posto a Gudmundsson. Otto minuti dopo l’islandese segna il 2-1. Gattuso quindi ottiene entrambi i gol da una gestione molto aggressiva della ripresa: prima mantiene Frattesi alto negli inserimenti, poi sostituisce proprio l’autore del pareggio con un giocatore capace di attaccare gli ultimi metri. Quando due sostituzioni incidono direttamente sul risultato non parlo automaticamente di genialità, ma quando coincidono con una crescita così evidente degli xG, considero il dato tatticamente significativo.

Anche gli expected points rafforzano questa interpretazione. Il modello xGscore attribuisce alla Lazio 2,09 xPTS contro 0,67 dell’Udinese. Significa che, sulla base della qualità delle occasioni prodotte e concesse, la vittoria laziale rappresenta l’esito statisticamente più coerente della partita. Naturalmente il calcio non viene deciso dagli expected points, ma quando risultato, xG, volume di tiro, possesso territoriale e occasioni convergono nella stessa direzione, per me diventa difficile parlare di vittoria fortunata.

Prima della partita il mercato era molto più prudente. Betfair presentava una sfida sostanzialmente equilibrata, con Lazio leggermente favorita. Il mercato Exchange fotografato nel prepartita vedeva il segno 2 intorno a 2,70, mentre l’Under 2.5 era nettamente favorito rispetto all’Over. Il mercato si aspettava quindi equilibrio e pochi gol. Il 2-1 finale ha rispettato il primo concetto molto più del secondo.

Mercato prepartitaQuota
Udinese2,90
Pareggio3,00
Lazio2,60
Exchange Udinese punta3,05
Exchange X punta3,20
Exchange Lazio punta2,70
Goal Sì Exchange1,98
Goal No Exchange1,92
Over 2.5 Exchange2,36
Under 2.5 Exchange1,65

Quote Betfair rilevate nel prepartita; le quote Exchange possono variare continuamente.

Le formazioni ufficiali confermano inoltre quanto Gattuso abbia costruito una Lazio diversa rispetto alle gerarchie tradizionali. Mandas parte tra i pali, Floriani Mussolini, Doekhi, Provstgaard e Nuno Tavares compongono la linea difensiva, mentre Frattesi, Belahyane e Taylor formano il centrocampo. Davanti Isaksen e Zaccagni accompagnano Pinamonti. L’Udinese risponde con Okoye e una struttura con Abankwah, Solet ed Ebosse nella prima linea di costruzione.

Udinese, 3-4-2-1Lazio, 4-3-3
POR: OkoyePOR: Mandas
DIF: Abankwah, Solet, EbosseDIF: Floriani Mussolini, Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares
CEN: Vojvoda, Karlström, Piotrowski, KamaraCEN: Frattesi, Belahyane, Taylor
TRQ: Ekkelenkamp, Unai GómezATT: Isaksen, Pinamonti, Zaccagni
ATT: Keinan Davis
Allenatore: Kosta RunjaićAllenatore: Gennaro Gattuso

Il dato che non ignorerei è quello dei sei tiri nello specchio per entrambe. La Lazio tira quasi il doppio, 19 contro 10, ma l’Udinese riesce comunque a trovare la porta sei volte. Questo mi impedisce di definire perfetta la prestazione difensiva biancoceleste. Gattuso ha ancora margini di lavoro nella protezione delle transizioni e nella qualità delle occasioni concesse. Vincere non significa aver eliminato i problemi, soprattutto quando il campione statistico è ancora di sole tre giornate.

La conclusione che ricavo dai dati è comunque abbastanza netta. Udinese-Lazio non è stata una vittoria rubata nel finale: è stata una partita equilibrata per circa un tempo e progressivamente inclinata dalla Lazio nella ripresa. I 1,71 xG prodotti dopo l’intervallo, i 19 tiri complessivi, gli otto corner, il 60% di possesso e i 2,09 expected points costruiscono una fotografia coerente. Gattuso ha vinto attraverso volume, cambi e crescita territoriale, non semplicemente attraverso due conclusioni fortunate negli ultimi quindici minuti.

Domani l’attenzione europea passerà alla Champions League e per un data analyst sarà interessante confrontare questi parametri con quelli delle squadre impegnate al livello più alto. Per la Lazio, invece, il campionato resta il laboratorio principale. Tre vittorie consecutive sono ancora un campione troppo piccolo per parlare di nuova gerarchia della Serie A, ma i dati di Udine suggeriscono che dietro i nove punti esiste già qualcosa di misurabile. Ed è questo, più della classifica di settembre, il dato che terrei sotto osservazione.

Autore: Davide Ferri – Match analyst

Biografia: Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. La sua attività è concentrata sull’analisi tattica e statistica delle partite, sull’interpretazione degli expected goals e sullo studio dei dati applicati alle prestazioni nel calcio professionistico.

Fonti:

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