Roma-Fiorentina nasconde uno degli esperimenti tattici più interessanti della prima giornata. Gasperini valuta Rodrigo Mora accanto a Dybala dietro Malen. Analizzo il 3-4-2-1 giallorosso, la nuova Fiorentina di Grosso, i duelli decisivi e le possibili chiavi della sfida dell'Olimpico.Roma-Fiorentina nasconde uno degli esperimenti tattici più interessanti della prima giornata. Gasperini valuta Rodrigo Mora accanto a Dybala dietro Malen. Analizzo il 3-4-2-1 giallorosso, la nuova Fiorentina di Grosso, i duelli decisivi e le possibili chiavi della sfida dell'Olimpico.

Roma-Fiorentina è una delle partite che aspetto con maggiore curiosità in questa prima giornata di Serie A. Non soltanto perché mette di fronte due squadre con ambizioni importanti, ma perché all’Olimpico potremmo vedere uno degli esperimenti tattici più intriganti dell’inizio di stagione. Gian Piero Gasperini sta pensando seriamente a Rodrigo Mora insieme a Paulo Dybala alle spalle di Donyell Malen. Una scelta che, se confermata, cambierebbe parecchio il modo in cui la Roma può occupare gli ultimi trenta metri.

La Roma dovrebbe partire dal 3-4-2-1, il sistema che continua a rappresentare la base del lavoro di Gasperini. Davanti a Svilar mi aspetto Mancini, Ndicka ed Hermoso. Sulla fascia destra dovrebbe esserci subito spazio per Nahuel Molina, mentre Wesley dovrebbe occupare la corsia opposta. In mezzo considero Koné e Cristante la coppia più probabile. Davanti Malen dovrebbe essere il riferimento centrale, con Dybala praticamente certo di una posizione alle sue spalle. Il grande dubbio riguarda l’altro trequartista: Soulé resta un candidato fortissimo, ma la tentazione Rodrigo Mora esiste realmente.

Ed è proprio qui che, da match analyst, comincia la parte che mi interessa maggiormente.

Mora ha appena 19 anni, ma possiede caratteristiche che possono adattarsi molto bene al calcio di Gasperini. Non lo considero semplicemente un altro trequartista tecnico. È un giocatore che ama ricevere tra le linee, puntare l’avversario, accelerare e soprattutto trasformare rapidamente un possesso apparentemente innocuo in un’azione offensiva.

Affiancarlo a Dybala significherebbe dare alla Roma due giocatori capaci di interpretare continuamente gli spazi invece di occupare rigidamente una posizione.

Dybala tende naturalmente ad abbassarsi e cercare il pallone. Quando lo fa, trascina con sé un centrocampista o un difensore. È proprio in quel momento che Mora potrebbe diventare devastante: invece di avvicinarsi alla palla, potrebbe attaccare lo spazio che si apre davanti a lui.

Questo movimento potrebbe diventare il cuore dell’esperimento di Gasperini.

Malen, davanti, avrebbe un compito altrettanto importante. Non dovrebbe necessariamente giocare come centravanti classico. Mi aspetto movimenti diagonali, attacchi alle spalle dei difensori e soprattutto la capacità di trascinare fuori posizione uno dei centrali viola. Se Malen riuscisse ad allungare la difesa della Fiorentina, Dybala e Mora potrebbero trovare quella zona tra centrocampo e difesa nella quale entrambi riescono a diventare estremamente pericolosi.

La Roma potrebbe quindi trasformare il proprio 3-4-2-1 in qualcosa di molto più fluido.

In fase di possesso potremmo vedere Molina salire molto sulla destra, Wesley fare lo stesso sul lato opposto e uno dei due centrocampisti garantire equilibrio dietro l’azione. In quel momento la struttura diventerebbe quasi un 3-2-4-1, con quattro giocatori posizionati alle spalle o intorno a Malen.

È una configurazione offensivamente affascinante, ma porta con sé un rischio evidente.

Se perdi il pallone con entrambi gli esterni molto alti e Dybala e Mora dentro al campo, devi recuperarlo immediatamente. Altrimenti concedi campo alle transizioni avversarie. Ed è proprio qui che la Fiorentina potrebbe costruire la propria partita.

Fabio Grosso sta lavorando su una Fiorentina profondamente rinnovata. Le indicazioni della vigilia suggeriscono una linea difensiva a quattro davanti a David De Gea, con João Mário, Dragusin, Ranieri e Valdepeñas candidati alle quattro posizioni. A centrocampo ci sono diverse combinazioni possibili, con Ndour, Fagioli, Brescianini e Atta tra le soluzioni, mentre Mastantuono rappresenta uno dei giocatori più interessanti nella zona offensiva. Davanti, il riferimento rimane Moise Kean.

Per me Kean sarà fondamentale soprattutto senza pallone.

Può sembrare paradossale parlando di un centravanti, ma contro una Roma così aggressiva la sua capacità di attaccare immediatamente la profondità può condizionare persino la costruzione giallorossa. Mancini, Ndicka ed Hermoso dovranno sapere che ogni pallone perso può trasformarsi rapidamente in una corsa verso la propria porta.

La Fiorentina non dovrà necessariamente avere più possesso della Roma per essere pericolosa.

Anzi, considero probabile che Grosso accetti alcuni momenti nei quali saranno i giallorossi a controllare territorialmente la partita. L’obiettivo potrebbe essere attirare la Roma in avanti e poi attaccare rapidamente gli spazi laterali lasciati dagli esterni.

Il duello Molina contro il lato sinistro viola sarà particolarmente interessante. L’argentino è arrivato per garantire profondità e aggressività alla fascia destra e mi aspetto che Gasperini gli chieda di giocare molto alto. Quando Molina avanzerà, uno tra Dybala e il secondo trequartista potrà stringere dentro al campo.

È esattamente il tipo di meccanismo che Gasperini ha utilizzato per anni: creare superiorità non attraverso posizioni statiche, ma attraverso movimenti concatenati.

Se sale l’esterno, il trequartista entra dentro. Se il trequartista viene seguito, si libera spazio per l’attaccante. Se il difensore esce sull’attaccante, arriva l’inserimento del centrocampista.

Una specie di domino tattico.

Ecco perché considero Rodrigo Mora particolarmente interessante in questo sistema. Un giocatore giovane, rapido nelle decisioni e disposto a puntare l’uomo può diventare imprevedibile dentro una struttura che produce continuamente duelli individuali.

Naturalmente esiste anche l’altra faccia della medaglia.

Giocare contemporaneamente con Dybala e Mora significa chiedere tantissimo a Koné e Cristante. Dovranno vincere seconde palle, proteggere le transizioni e soprattutto evitare che Fagioli o gli altri centrocampisti viola riescano a ricevere frontalmente dopo un recupero.

La partita potrebbe quindi essere decisa molto più a centrocampo di quanto suggeriscano i nomi offensivi.

Se Roma e Fiorentina dovessero allungarsi, credo che lo spettacolo aumenterebbe ma Gasperini probabilmente sarebbe meno soddisfatto. La Roma deve cercare aggressività senza perdere controllo. Sono due concetti che sembrano simili ma non lo sono.

Aggressività significa recuperare rapidamente il pallone. Caos significa doverlo inseguire.

La Fiorentina, invece, potrebbe beneficiare proprio di una partita spezzata.

Kean possiede fisicità e profondità, Mastantuono può creare superiorità attraverso la qualità tecnica e Fagioli può diventare importante quando riesce a ricevere con il corpo già orientato verso la porta avversaria.

C’è poi Dybala.

Personalmente credo che questa partita possa raccontarci parecchio della stagione dell’argentino. Gasperini non ha bisogno che Dybala corra inutilmente per novanta minuti. Ha bisogno che occupi gli spazi corretti e riconosca rapidamente dove nasce la superiorità.

Se Mora dovesse realmente partire titolare, Dybala potrebbe avere persino maggiore libertà.

Il giovane portoghese garantirebbe accelerazione e uno contro uno, mentre Paulo potrebbe concentrarsi maggiormente sulla rifinitura. Sarebbe una coppia tecnicamente molto particolare: uno rompe la struttura avversaria, l’altro prova a leggere immediatamente la crepa appena creata.

Soulé, naturalmente, rimane un’alternativa di enorme qualità e potrebbe tranquillamente partire dall’inizio. Ma considero significativo che Gasperini stia già valutando Mora per una partita così importante. Significa che il ragazzo non viene visto semplicemente come un investimento futuro.

Viene considerato una soluzione presente.

La Fiorentina dovrà soprattutto evitare di difendere troppo bassa. Se permetti a Dybala di ricevere stabilmente a venticinque metri dalla porta e contemporaneamente concedi agli esterni della Roma di arrivare sulla linea difensiva, prima o poi l’occasione arriva.

Grosso dovrà quindi trovare un compromesso.

Pressare troppo alto significa lasciare campo a Malen. Abbassarsi troppo significa consegnare il pallone a Dybala.

È questa la trappola tattica che vedo nella partita.

Dal punto di vista della Roma, invece, il rischio principale sarà voler vincere la partita troppo presto. L’Olimpico, la prima giornata e le aspettative possono spingere la squadra ad aumentare eccessivamente i giri. La Roma dovrà capire quando accelerare e quando congelare il possesso.

Non mi aspetto quindi una gara semplice.

La Roma parte con maggiore continuità tecnica e con un sistema Gasperini ormai assimilato, mentre la Fiorentina è ancora in una fase di costruzione sotto Grosso. Ma proprio questa differenza rende la partita affascinante: una squadra vuole perfezionare qualcosa che già conosce, l’altra deve dimostrare quanto velocemente abbia imparato qualcosa di nuovo.

Il mio osservato speciale rimane Rodrigo Mora.

Se partirà titolare, non guarderò soltanto quanti dribbling completerà o quanti tiri farà. Guarderò dove riceverà il pallone, quante volte riuscirà ad attirare un avversario fuori posizione e soprattutto quanto riuscirà a dialogare con Dybala.

Perché la vera domanda di Roma-Fiorentina, secondo me, non riguarda semplicemente chi vincerà.

La domanda è se Gasperini abbia già trovato una nuova coppia creativa capace di cambiare il volto offensivo della Roma.

Se la risposta dovesse essere positiva, l’esperimento dell’Olimpico potrebbe diventare molto presto qualcosa di decisamente più importante di un esperimento.

Davide Ferri – Match Analyst

Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Specializzato in analisi tattica, performance e studio statistico, osserva movimenti, sistemi di gioco e caratteristiche individuali per trasformare ciò che accade sul campo in letture tecniche chiare e approfondite.

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