Mentre l’attenzione del calcio internazionale è concentrata sul mercato e sull’inizio della nuova stagione, una notizia potenzialmente clamorosa sta scuotendo i vertici della FIFA. Gianni Infantino potrebbe essere dichiarato ineleggibile alle elezioni presidenziali del 2027. A sollevare il caso è stata FairSquare, organizzazione impegnata nella tutela dei diritti umani, che ha presentato una richiesta formale al Comitato Governance, Audit e Compliance della federazione internazionale.
Analizzando la questione, ritengo che il punto centrale riguardi il limite massimo di tre mandati previsto dalle regole della FIFA. Infantino venne eletto per la prima volta nel febbraio del 2016, dopo le dimissioni di Sepp Blatter. Successivamente ottenne la conferma nel 2019 e una nuova rielezione nel 2023. Secondo FairSquare, questi tre periodi dovrebbero essere considerati a tutti gli effetti come tre mandati distinti, impedendogli di candidarsi nuovamente nel 2027.
La FIFA ha però sostenuto un’interpretazione differente. Il primo periodo compreso tra il 2016 e il 2019 non sarebbe un mandato completo, perché Infantino avrebbe semplicemente terminato quello interrotto di Blatter. Questa lettura gli permetterebbe di presentarsi nuovamente e, in caso di vittoria, di restare alla guida del calcio mondiale fino al 2031.
È proprio questa interpretazione ad aver acceso lo scontro. FairSquare contesta la trasparenza del procedimento con cui venne stabilito che il primo mandato non dovesse essere conteggiato. L’organizzazione sostiene che né lo statuto né i regolamenti di governance prevedano chiaramente una simile eccezione. Per questo motivo ha chiesto agli organi competenti di esaminare la posizione di Infantino prima dell’apertura ufficiale della nuova corsa elettorale.
A mio avviso, non si tratta soltanto di una battaglia personale contro l’attuale presidente. La questione riguarda la credibilità delle regole introdotte per impedire una concentrazione eccessiva di potere. Se ogni mandato potesse essere reinterpretato in base alle circostanze, il limite stabilito perderebbe gran parte della propria efficacia.
Al momento Infantino non è stato escluso e non esiste ancora una decisione definitiva della FIFA. La richiesta di FairSquare rappresenta però un passaggio politico molto importante. Se venisse accolta, il calcio mondiale dovrebbe trovare un nuovo presidente nel 2027. Se invece fosse respinta, la FIFA dovrebbe spiegare in maniera convincente perché il periodo iniziato nel 2016 non possa essere considerato il primo mandato. Una vicenda passata quasi inosservata, ma destinata a diventare uno dei casi più delicati del calcio internazionale.
