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Ci sono vittorie, goleade e poi ci sono partite che cambiano la percezione di una Nazionale. Io Croazia-Inghilterra 0-7 la metto senza esitazioni nella terza categoria. A Rijeka ho visto una squadra inglese feroce, verticale, tecnicamente superiore e soprattutto incapace di accontentarsi. Sette gol alla Croazia, in casa sua, rappresentano qualcosa di molto più grande di tre punti in Nations League. È un messaggio lanciato all’Europa. Per i croati, invece, è stata la sconfitta più pesante della loro storia.
La partita praticamente finisce prima ancora di cominciare. All’8’ Jude Bellingham trova Kane alle spalle della linea croata e il capitano inglese non perdona. Al 21’ Bellingham passa dalla veste di assist-man a quella di finalizzatore. Gordon firma lo 0-3 al 39’, Saka aggiunge il quarto praticamente sulla sirena dell’intervallo. Quattro gol in 45 minuti contro Modric, Gvardiol e una nazionale abituata a sopravvivere alle partite più dure del calcio internazionale. Non ricordo spesso una Croazia così impotente.
Ed è proprio questa la cosa che mi ha impressionato maggiormente. Non il numero sette, ma il modo in cui è arrivato. L’Inghilterra ha avuto il 64% di possesso, 19 conclusioni, 10 tiri nello specchio e soprattutto 6,43 expected goals. La Croazia si è fermata a 1,39 xG e una sola conclusione nello specchio. Non siamo davanti a una squadra che ha segnato sette volte tirando otto palloni. Siamo davanti a una demolizione statistica, tattica e mentale.
| Statistica | Croazia | Inghilterra |
|---|---|---|
| Risultato | 0 | 7 |
| Possesso palla | 36% | 64% |
| Expected Goals | 1,39 | 6,43 |
| Tiri totali | 12 | 19 |
| Tiri in porta | 1 | 10 |
| Grandi occasioni create | 1 | 11 |
| Corner | 1 | 6 |
| Tocchi in area avversaria | 17 | 45 |
| Passaggi riusciti | 363 | 683 |
| Precisione passaggi | 86% | 92% |
Il simbolo della serata è probabilmente Jude Bellingham. Un gol e tre assist. FotMob gli assegna 9,8, ma per me la sua partita va oltre qualsiasi numero. Bellingham ha dominato gli spazi tra centrocampo e difesa, attirando continuamente giocatori e liberando Kane, Gordon e Saka. Ogni volta che la Croazia provava ad accorciare, Jude sembrava già sapere dove sarebbe comparso lo spazio successivo. È stata una prestazione da giocatore totale.
Harry Kane ha fatto il resto. Due gol, un assist e quella capacità quasi inquietante di rendere semplice qualsiasi situazione dentro l’area. Il primo arriva dopo otto minuti, il secondo al 53’, quando la Croazia avrebbe dovuto provare almeno a salvare l’orgoglio. Invece l’Inghilterra la colpisce di nuovo. Kane ha raggiunto quattro gol nella Nations League 2026/27 e continua a spostare verso l’alto record che sembravano già enormi.
Poi c’è Bukayo Saka. Due reti, entrambe segnate con il destro, evento mai accaduto prima nella sua carriera senior tra club e Nazionale. Gordon aggiunge un gol e un assist, Morgan Rogers entra e mette il settimo all’87’. La cosa spaventosa per gli avversari è che l’Inghilterra non ha avuto un protagonista. Ne ha avuti cinque o sei contemporaneamente. Tuchel sembra avere finalmente trovato una combinazione offensiva nella quale talento individuale e struttura collettiva non si pestano più i piedi.
Le mie pagelle raccontano bene il divario visto in campo.
| Giocatore | Voto | Giudizio |
|---|---|---|
| Bellingham | 10 | Un gol, tre assist e dominio totale |
| Kane | 9,5 | Due gol, un assist, leader assoluto |
| Saka | 9,5 | Due reti e continuo pericolo |
| Gordon | 9 | Gol, assist e profondità devastante |
| Anderson | 8 | Ritmo e assist per Kane |
| Quansah | 8 | Solido e autore dell’assist per Gordon |
| Pickford | 7 | Serata tranquilla e pulita |
| Modric | 5,5 | Prova a dare ordine nel naufragio |
| Gvardiol | 4 | Travolto insieme all’intera linea |
| Stanišić | 4 | In enorme difficoltà |
| Livaković | 4,5 | Sette gol, ma lasciato continuamente solo |
E poi c’è Luka Modric. Le sue parole dopo la partita sono forse ancora più forti del risultato. Ha parlato di vergogna e ha definito la serata catastrofica, sottolineando la mancanza di aggressività, coesione e intensità della Croazia. Sentire Modric, dopo vent’anni di Nazionale, dire di essersi vergognato per la prima volta fa capire la dimensione del disastro. Non è una semplice sconfitta: è una ferita all’identità costruita in oltre un decennio.
La Croazia aveva già perso 4-1 contro la Spagna e adesso incassa sette reti dall’Inghilterra. Questo è il punto che mi preoccupa maggiormente. Un risultato del genere può essere un incidente, due sconfitte così pesanti contro le grandi del girone iniziano invece a rappresentare una tendenza. La generazione di Modric ha regalato alla Croazia un prestigio enorme. Ma forse il momento di una transizione radicale è arrivato davvero. Aggrapparsi eternamente ai simboli del passato rischia di trasformare la riconoscenza in immobilismo.
L’Inghilterra, al contrario, sembra avere trasformato la rabbia della sconfitta 3-2 contro la Spagna in carburante. Dopo quel ko ha battuto la Repubblica Ceca e ora ha distrutto la Croazia. Tuchel ha definito quella di Rijeka una prestazione completa, e questa volta faccio fatica a trovare un’obiezione. Pressing, possesso, verticalità, precisione e cattiveria: è probabilmente la versione più impressionante dell’Inghilterra vista negli ultimi anni.
Il dato storico rende tutto ancora più pesante. Prima di sabato, la peggiore sconfitta della storia croata era il 6-0 subito dalla Spagna nel 2018. L’Inghilterra ha riscritto quel record. Per gli inglesi, invece, è stata la vittoria più larga di sempre in Nations League e il successo più netto dal 7-0 rifilato alla Macedonia del Nord nel 2023.
Ecco perché non considero questo 7-0 un semplice risultato spettacolare. Questa partita ha cambiato la narrativa di entrambe le nazionali. L’Inghilterra esce da Rijeka con la sensazione di poter realmente sfidare chiunque. La Croazia esce chiedendosi se il ciclo che l’ha portata ai vertici del calcio mondiale sia arrivato definitivamente al capolinea.
Il prossimo test dirà moltissimo. La Croazia deve affrontare la Spagna e rischia di entrare in una crisi profondissima. L’Inghilterra, invece, ha appena scoperto quanto può essere devastante quando Kane, Bellingham, Gordon e Saka viaggiano sulla stessa frequenza. Sette gol non fanno vincere un torneo. Ma certe notti fanno capire agli avversari che qualcosa sta cambiando. E a Rijeka l’Europa ha ricevuto un avviso chiarissimo.
Autore: Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, è match analyst da cinque anni e ha maturato esperienze professionali attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Analizza il calcio attraverso dati, principi tattici, qualità individuali e interpretazione degli spazi, cercando di andare oltre il risultato per individuare ciò che determina realmente l’andamento e l’identità di una partita.
