Esco da Francia-Italia con una sensazione decisamente diversa rispetto ad alcune delle ultime prestazioni della Nazionale. Il risultato dice 1-1, ma secondo me racconta soltanto una parte della serata dello Stade de France. Ho visto un’Italia capace di soffrire, certamente, ma anche di restare dentro la partita contro una Francia tecnicamente superiore in diversi momenti. Gli Azzurri non si sono disuniti quando la pressione francese è aumentata e hanno avuto la forza mentale di reagire allo svantaggio. Contro una squadra con Olise, Dembélé, Doué, Cherki e Rabiot non era affatto scontato.
Il primo tempo mi è piaciuto soprattutto per l’atteggiamento. La Francia ha avuto lunghi momenti di possesso e ha provato spesso a costruire attraverso la qualità dei suoi giocatori offensivi, ma l’Italia ha mantenuto distanze abbastanza ordinate. Non è stata una partita puramente difensiva. Gli Azzurri hanno avuto situazioni interessanti e al 41′ Kean ha anche trovato la rete, poi annullata per fuorigioco. Poco prima e poco dopo, Frattesi è riuscito a inserirsi creando problemi alla retroguardia francese. Lo 0-0 dell’intervallo non è stato quindi soltanto il risultato della resistenza italiana: l’Italia aveva mostrato di poter far male.
Nella ripresa la Francia ha cambiato ritmo. Qui è emersa tutta la qualità individuale dei Bleus e soprattutto quella di Michael Olise. Donnarumma aveva già dovuto intervenire con una straordinaria doppia parata al 48′, prima su Doué e poi su Dembélé. Poco dopo ha respinto anche una conclusione dello stesso Olise. Al 55′, però, non ha potuto fare nulla: punizione splendida del talento francese, pallone sopra la barriera, traversa interna e rete. Un gol tecnicamente magnifico, uno di quelli che obbligano semplicemente ad applaudire l’esecuzione.
In quel momento temevo che la partita potesse scivolare definitivamente verso la Francia. I padroni di casa stavano aumentando la pressione e l’Italia sembrava iniziare a perdere metri. Mancini ha invece modificato la squadra, inserendo Barella e Vergara al posto di Tonali e Pio Esposito. La risposta degli Azzurri è arrivata al 68′. Bastoni ha letto perfettamente un controllo sbagliato francese, ha recuperato il pallone con aggressività, è entrato in area e ha battuto Maignan con grande freddezza. Un gol da difensore soltanto sulla distinta: recupero, progressione e conclusione da giocatore offensivo.
Il pareggio ha cambiato psicologicamente la gara. La Francia ha continuato a produrre occasioni, ma l’Italia ha iniziato a credere sempre di più nella possibilità di completare la rimonta. Donnarumma è stato ancora fondamentale sulla conclusione di Rabiot e successivamente sul tiro dalla distanza di Camavinga. Dall’altra parte, all’81’, Kean ha colpito la traversa con un colpo di testa che per qualche secondo ha fatto immaginare un clamoroso sorpasso azzurro. Quando giochi allo Stade de France e nel finale sei tu ad andare vicino al 2-1, significa che qualcosa nella personalità della squadra sta crescendo.
Francia-Italia: statistiche e momenti chiave
| Dato | Francia | Italia |
|---|---|---|
| Risultato finale | 1 | 1 |
| Risultato 1° tempo | 0 | 0 |
| Marcatori | Olise 55′ | Bastoni 68′ |
| Legni | 1 | 1 |
| Gol annullati | – | Kean |
| Espulsioni | Upamecano | – |
| Modulo iniziale | 4-3-3 | 4-3-3 |
| Occasioni decisive | Numerose nella ripresa | Frattesi, Kean, Bastoni |
| Portiere protagonista | Maignan | Donnarumma |
L’uomo che per me ha spostato maggiormente l’equilibrio della partita resta Gianluigi Donnarumma. La Francia ha costruito abbastanza per vincere e in diversi momenti è stato il portiere azzurro a mantenere l’Italia aggrappata alla gara. La doppia parata di inizio secondo tempo è probabilmente il momento decisivo: se la Francia avesse segnato in quella situazione, la partita avrebbe potuto prendere una direzione completamente differente. Donnarumma non ha semplicemente parato: ha tenuto aperta la porta psicologica attraverso cui l’Italia è poi rientrata nella partita.
Mi è piaciuto molto anche Bastoni, non soltanto per il gol. È diventato ormai uno dei giocatori attraverso cui questa Nazionale può costruire la propria identità. Difende, imposta, rompe la linea portando palla e soprattutto non ha paura di assumersi responsabilità. Kayode ha confermato di poter offrire energia e aggressività sulla fascia, mentre Frattesi ha dato quella capacità di attaccare gli spazi che continua a renderlo prezioso in Nazionale. Davanti ho visto un Kean combattivo: non sempre pulito tecnicamente, ma presente, pericoloso e vicino al gol in più occasioni.
Le mie pagelle dell’Italia
| Giocatore | Voto | Giudizio |
|---|---|---|
| Donnarumma | 8 | Diverse parate decisive. Tiene l’Italia in partita |
| Kayode | 6,5 | Personalità, corsa e una rimessa lunga che crea pericoli |
| Scalvini | 6,5 | Attento nelle letture contro attaccanti difficilissimi |
| Bastoni | 7,5 | Gol, personalità e qualità nella costruzione |
| Calafiori | 6,5 | Aggressivo e coraggioso nelle uscite |
| Frattesi | 6,5 | Inserimenti continui e almeno una grande occasione |
| Tonali | 6 | Partita di sacrificio in una zona molto complicata |
| Fagioli | 6 | Alterna buone geometrie a momenti di difficoltà |
| Kean | 6,5 | Gol annullato e traversa. Sempre dentro la partita |
| Pio Esposito | 6 | Lotta molto, meno incisivo negli ultimi metri |
| Sebastiano Esposito | 6,5 | Vivace e capace di creare superiorità |
| Barella | 6,5 | Il suo ingresso aumenta ritmo e aggressività |
| Vergara | 6,5 | Entra senza timore e mette il cross della traversa di Kean |
| Maldini | 6 | Pochi minuti, prova a dare qualità |
| Doumbia | 6 | Energia nel finale |
| Mancini | 7 | Cambi efficaci e squadra mentalmente dentro la partita |
Il finale è diventato ancora più interessante dopo l’espulsione di Upamecano per doppia ammonizione. La Francia si è ritrovata in dieci e l’Italia ha provato a sfruttare gli ultimi minuti, senza però trovare il colpo decisivo. Non considero questo un rimpianto enorme. A Parigi, contro una Francia di questa qualità, il punto ha un peso specifico importante. Soprattutto perché arriva attraverso una prestazione nella quale l’Italia ha dimostrato di poter sopportare momenti difficili senza perdere completamente struttura e lucidità.
Quello che porto a casa è soprattutto il segnale. Questa Italia è ancora un cantiere, ma comincia a mostrare carattere. Non possiamo ignorare le difficoltà: la Francia ha creato molto e Donnarumma ha dovuto compiere interventi importanti. Contro avversari di questo livello bisognerà imparare a concedere meno. Ma rispetto alla sconfitta contro il Belgio vedo una Nazionale più viva, più coraggiosa e maggiormente consapevole delle proprie possibilità. Dopo la vittoria contro la Turchia, questo pareggio rappresenta un altro piccolo passo nella ricostruzione.
Non voglio trasformare un 1-1 in un trionfo, perché la strada resta lunga. Ma secondo me partite del genere servono più di molte vittorie semplici. Servono a capire quali giocatori reggono la pressione internazionale, chi può diventare una colonna della squadra e quale identità costruire. Bastoni e Donnarumma escono dallo Stade de France come simboli della serata, ma il vero risultato positivo è aver visto una squadra capace di reagire. Ed è proprio questa capacità che l’Italia dovrà portarsi dietro nelle prossime partite.
Autore
Davide Ferri – Match analyst
Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da 5 anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società europee. Si occupa di analisi tattica, studio statistico delle partite e interpretazione delle dinamiche di gioco, con particolare attenzione alla costruzione offensiva, alle transizioni e all’evoluzione del calcio moderno.
Fonti
- UEFA Nations League – calendario e risultati ufficiali UEFA Nations League
- The Guardian – Francia-Italia, diretta e cronaca della partita The Guardian
- Football Italia – formazioni ufficiali Francia-Italia Football Italia
- FIGC – Nazionale italiana FIGC
