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Io venerdì sera guarderò Italia-Belgio con interesse, ma vorrei evitare una cosa ancora prima del calcio d’inizio: l’ennesima resurrezione nazionale costruita in novanta minuti. Perché conosco già il copione. Se l’Italia giocherà bene, magari vincendo, ricominceremo immediatamente a parlare di rinascita, nuovo ciclo, giovani finalmente protagonisti e futuro luminoso. No. Questa volta non dovrebbe bastare. Abbiamo appena mancato il terzo Mondiale consecutivo e una buona notte all’Olimpico non può diventare il deodorante spruzzato sopra un fallimento storico.

Roberto Mancini è tornato, ha convocato 34 giocatori e ben nove sono alla prima chiamata. Mi piace il coraggio di cambiare, ma trovo quasi grottesco che ogni disastro del calcio italiano produca improvvisamente una “nuova generazione”. Dove erano questi ragazzi prima? Perché diventano indispensabili soltanto quando il sistema crolla? Un giovane non dovrebbe essere una medicina d’emergenza da assumere dopo l’eliminazione dal Mondiale. Dovrebbe essere il risultato normale di un movimento capace di programmare.

E poi c’è la Nations League. Competizione vera, avversari importanti, partite utilissime. Ma non facciamola diventare qualcosa che non è. Battere Belgio, Turchia o Francia avrebbe valore sportivo, naturalmente. Non restituirebbe però all’Italia il Mondiale perso. Il pericolo è ricominciare a innamorarci dei risultati intermedi. Siamo bravissimi a celebrare settembre, ottobre, una serie positiva, un giovane che esplode. Poi quando arriva la partita che decide davvero una qualificazione scopriamo improvvisamente tutte le fragilità che avevamo nascosto sotto il tappeto.

Tra l’altro il calendario è quasi folle: Belgio il 25 settembre, Turchia il 28, Francia il 2 ottobre e ancora Turchia il 5. Quattro partite in dieci giorni. Sarà inevitabile ruotare uomini, sperimentare e gestire energie. Proprio per questo io eviterei sentenze immediate. Se vinciamo col Belgio non siamo guariti. Se perdiamo non siamo improvvisamente diventati ancora più scarsi. Il vero giudizio deve riguardare cosa stiamo costruendo, non soltanto il tabellone luminoso alla fine della serata.

La cosa che mi interessa davvero è capire se questa Nazionale avrà finalmente un’identità riconoscibile. Non voglio più sentir parlare genericamente di “DNA italiano”, “spirito azzurro” e “ripartenza”. Voglio vedere principi. Come pressiamo? Come usciamo da dietro? Come attacchiamo un blocco basso? Dove recuperiamo il pallone? Chi prende responsabilità quando la partita si sporca? Le grandi Nazionali non vivono di slogan: hanno comportamenti riconoscibili anche quando cambiano gli interpreti.

Mancini ha chiesto unità dopo la rabbia generata dall’ennesima mancata qualificazione mondiale. È comprensibile. Ma l’unità non significa smettere di fare domande. Al contrario. Dopo tre Mondiali consecutivi mancati, il calcio italiano dovrebbe essere sottoposto a molte più domande di prima. Club, settori giovanili, federazione, dirigenti, allenatori: nessuno dovrebbe potersi nascondere dietro una vittoria in Nations League.

Venerdì sera voglio vedere un’Italia affamata contro il Belgio. Voglio vedere coraggio, idee e giocatori che sentano il peso della maglia. Ma soprattutto vorrei che il giorno dopo mantenessimo tutti un minimo di memoria. Perché il rischio più grande non è perdere Italia-Belgio. Il rischio più grande è vincerla e convincerci ancora una volta che il problema sia già risolto.

Autore

Davide Ferri – Match analyst

Biografia

Davide Ferri, 31 anni, lavora come match analyst da cinque anni e ha maturato esperienza attraverso contratti e collaborazioni con diverse società calcistiche europee. Si occupa di analisi tattica, studio delle prestazioni e interpretazione dei dati, con particolare attenzione ai modelli di gioco, allo sviluppo dei giovani e all’evoluzione strategica del calcio europeo.

Fonti

  • FIGC, L’Italia e Mancini ripartono dalla Nations League: 34 convocati, 9 volti nuovi
  • FIGC, Italia-Belgio all’Olimpico il 25 settembre
  • UEFA, calendario ufficiale Nations League 2026/27
  • Reuters, Mancini signals decisive break with past as revamped Italy gather for Nations League
  • Reuters, Mancini names nine uncapped players in expanded Italy squad

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